"Vi racconto l’inferno di Haiti"

Il racconto di un ex dipendente di Ca’ Farsetti, da un anno nell’isola caraibica

    di Massimo Scattolin «E’ un disastro, non sapete. E’ un disastro». Nicolas Derenne, 30 anni, ha lavorato per tre anni a Ca’ Farsetti, dove ha seguito alcuni progetti per l’assessorato delle Politiche comunitarie. Da un anno e mezzo si trova ad Haiti con il Progetto Mondo del Mlal, una ong di Verona.

    Nato in Belgio Nicolas Derenne ha vissuto per tre anni a Venezia. «E’ un mio carissimo amico - commenta Giuseppe Mella, che con lui ha lavorato in Comune - L’ho sentito l’ultima volta il 31 dicembre scorso. Sono contento che sia riuscito a contattare l’ong per cui lavora e a fargli sapere che è salvo». Al momento, infatti, Derenne è al sicuro presso l’Ambasciata di Francia. Non è stato facile sentire la sua voce. La linea telefonica è instabile anche in condizioni «normali». Figurarsi in una situazione in cui ovunque ti giri ci sono soltanto cadaveri e macerie.

    Nel corso della notte tra lunedì e martedì nel brevissimo collegamento telefonico con il responsabile del Progetto Mlal che lo chiamava dal Nicaragua, Nicolas è riuscito a pronunciare solo poche parole («E’ un disastro, non sapete. E’ un disastro») prima che cadesse nuovamente la linea. Nicolas è poi riuscito a far sapere di essere in salvo nell’ambasciata francese.

    Derenne aveva vissuto in centro storico per tre anni. Aveva lasciato Venezia nel maggio 2008, dopo aver seguito alcuni progetti per l’assessorato alle Politiche comunitarie. «Lui amava il terzo mondo - ricorda Mella, che con lui aveva lavorato e condiviso molti momenti anche nel tempo libero - E’ stato in Togo, Mozambico, Thailandia. Accumulava le ferie e andava in questi Paesi. Da un anno e mezzo era ad Haiti, il Paese più povero dell’America Latina. La vita, lì, è durissima, ma ormai si era abituato».

    Derenne si trova 37 chilometri a est della capitale Port au Prince, e dunque a 50 dall’epicentro del sisma. Qui c’è la sede di «Piatto di sicurezza», il primo progetto del Mlal, ormai quasi in chiusura: un intervento triennale cofinanziato dall’Unione europea per la sicurezza alimentare. Derenne coordinava un’èquipe di haitiani. Un altro intervento, «Viva Haiti», sarebbe dovuto partire subito dopo finalizzato - ironia del destino - alla prevenzione delle catastrofi e alla formazione professionale dei giovani.

    Il Progetto Mondo Mlal ha avviato una raccolta fondi straordinaria per la fase di ricostruzione, sapendo di potere già contare su un importante progetto di cooperazione, approvato a livello di Commissione europea, e con un partner particolarmente in gamba in loco. «Abbiamo promosso questa raccolta - spiegano i cooperanti del Mlal - perché non si perda nemmeno un centesimo della grande commozione di queste prime ore e perché, anche gli aiuti che verranno non servano solo a tamponare ferite, ma contribuiscano allo sviluppo del Paese, perché catastrofi annunciate di questo tipo non abbiano sempre bilanci di vittime umane così spaventosamente inaccettabili». Chi volesse partecipare alla ricostruzione di Haiti può versare la propria donazione sul conto di Banca Popolare Etica: Iban IT 07 J 05018 12101 000000511320
    14 gennaio 2010

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