di Giacomo Cosua
«Non si sa. Il partito deciderà nelle prossime ore, ma non c’è nulla di ufficiale». Renato Brunetta è reduce da un Consiglio dei ministri dove ha affrontato con il premier Berlusconi l’ipotesi della sua candidatura a sindaco di Venezia. Ipotesi data in queste ore ormai per certa. Le ultime riserve le dovrà sciogliere il comitato di presidenza del Pdl. Era stato convocato per stamattina ma all’ultimo la riunione è saltata. «Impegni del presidente», dice Brunetta.
«Io non sono certo il primo pensiero nella testa di Berlusconi. Comunque se mi chiamano sono qua». Ma il via libera sarebbe già arrivato. I due messaggeri del partito veneto, Alberto Giorgetti e Marino Zorzato, hanno consegnato al presidente la lettera appello del partito veneziano, firmata da Moreno Teso e Alessandro Danesin. Un invito a «fare presto» per non lasciare la ribalta alle primarie del centrosinistra. E un’indicazione unanime, quella del ministro veneziano alla Funzione pubblica. E’ proprio il ministero l’ultima incertezza non ancora sciolta. Si cerca un nuovo sottosegretario per aiutare il ministro che dovrebbe tenersi il doppio incarico. «Anche Matteoli ha fatto il sindaco di Orbetello», dice Brunetta, «non è un problema». Più difficile spiegare che il ministro della Funzione pubblica può fare insieme due lavori, a Venezia e a Roma. Ma il partito preme, i sondaggi del Pdl sono buoni e Brunetta ci riprova. Nel 2000 gli andò male, sconfitto da Paolo Costa. Alla candidatura dell’economista ministro «antifannulloni» manca ormai soltanto il timbro dell’ufficialità.
14 gennaio 2010