di Giorgio Cecchetti
Da oltre venti anni dirige il Centro previsioni maree del Comune: l’ingegner Paolo Canestrelli sostiene di non aver mai visto un anno come quello appena passato per le acque alte. A confermarlo, comunque, non è solo la sua lunga e diretta esperienza, ma anche la statistica. Il 2009, infatti, è stato l’anno dei record, se così si può dire, per la marea: «Il 2002, ad esempio - riferisce Canestrelli - si era conquistato il primato per la maggior frequenza di acque alte superiori ai 110 centimetri, ma lo scorso anno quel primato è stato stracciato con 17 maree superiori a quella misura». «Anche il 1979 era stato un brutto anno, ma il 2009 - prosegue l’ingegnere veneziano - li ha superati tutti: ci sono state ben 4 maree superiori ai 130 centimetri e due superiori ai 140. E non ci siamo trovati di fronte solo a un numero maggiore di acque alte eccezionali, bensì anche al notevole aumento di quelle da 80 e 90 centimetri, quelle che allagano solo piazza San Marco».
Anche se il suo compito principale è quello di prevedere, Canestrelli non è un mago, è un tecnico, uno scienziato dei numeri, lavora su dati scientifici e non lo ha meravigliato ciò che è accaduto nel 2009. Così, ha una spiegazione scientifica di questa impennata di acque alte. «In questo decennio - spiega - i mari sono cresciuti e quindi anche l’Adriatico. Nei quattro decenni che vanno dal 1960 al 2000 l’altezza media del nostro mare non si è mossa dalla tacca dei 23 centimetri, mentre la misura media del dcennio successivo, quello che va dal 2000 all’anno scorso, è stata di ben 26 centimetri, tre centimetri in più.
«Sembra un’inezia - sostiene - ma non lo è perchè dobbiamo immaginare un’onda alta quella misura ma su tutto il fronte dell’Adriatico, è una massa d’acqua enorme in più». Ma non è tutto. «Il primato era stato del 2001 con i suoi 29 centimetri di medio mare in più - prosegue l’ingegnere del Centro pervisioni e segnalazioni di Ca’Farsetti - ma il 2009 ha battuto questo record: la misura del medio mare è stata di 33 centimetri, ben dieci centimetri in più del quarantennio 1960-2000». Insomma, significa aggiungere quotidianamente alla normale marea astronomica dieci centimetri.
La seconda causa dell’aumento della frequenza delle maree di ogni misura sono state le condizioni meteorologiche, in poche parole il maltempo. «Gennaio e febbraio, i primi due mesi dell’anno scorso, e gli ultimi due, novembre e dicembre - aggiunge Canestrelli - si sono caratterizzati per un considerevole numero di eventi metereologici significativi, dando così un contributo fondamentale al formarsi delle alte maree». In più occasioni sono arrivate, per la maggior parte delle volte dall’Atlantico, aree di bassa pressioni che hanno creato perturbazioni, le quali a loro volta attirano lo scirocco, il vento che anche se non soffia a grandi intensità spinge l’acqua da Sud a Nord e la fa defluire con maggiore lentezza.
Le conclusioni che trae Canestrelli non sono certo rosee: se le condizioni meteorologiche cambiano di anno in anno, è la crescita del mare che non muta segno. La sua misura continuerà a salire e, dunque, capiteranno se non un numero maggiore di acque alte, maree di misure superiori. Intanto, il Centro previsioni e segnalazioni rende noto che un cittadino lombardo, stabilmente in laguna per motivi di lavoro, è diventato il trentamillesimo iscritto al servizio maree via sms. A lui, poi, si sono aggiunti subito altri quattro iscritti, facendo lievitare il numero a 30.005.
04 gennaio 2010