L'intervista, Fantini
"Ecco le Olimpiadi venete"

Ventisei impianti previsti, tredici dei quali già esistenti. Venezia come fulcro di tutto il progetto olimpico, tanto che nella sua area metropolitana saranno presenti oltre il 60% delle strutture deputate a ospitare le gare, a partire dal Quadrante Olimpico di Tessera. A Venezia si svolgeranno manifestazioni di 24 sport olimpici, per un totale di 230 eventi

    VENEZIA. «Visto? Qui ci sono le risposte alle criticità che sono state avanzate sulla nostra candidatura». Federico Fantini, direttore generale del Comitato olimpico Venezia 2020, fa parlare i numeri. «Il masterplan prevede 26 impianti sportivi, 13 di questi sono già esistenti. Inoltre, nell’area metropolitana di Venezia sono localizzate oltre il 60% delle strutture. Tradotto in cifre significa che a Venezia si svolgeranno manifestazioni di 24 sport olimpici (10 nel solo Quadrante di Tessera, ndr) per un totale di 230 eventi che si stima coinvolgeranno quasi 7.900 atleti». Venezia 2020 alza, in anteprima, il sipario sul masterplan veneto a cinque cerchi.

    Fantini, chi ha espresso dubbi sulla dotazione impiantistica di Venezia 2020 e su una candidatura che si ritiene avanzata da una Regione e non da una città, è sistemato...
    «Non disporre di tutti gli impianti sportivi a 11 anni dall’evento non è certo una criticità. L’impiantistica, come dice lo stesso Cio, va pensata anche in funzione dello sviluppo tecnologico delle infrastrutture stesse. La rete degli impianti esistenti considerata nel nostro piano non è la migliore del mondo, ma è interessante. Penso al Palanet di Padova o alle Padovanelle o, ancora, al Palaturismo di Jesolo. Sei dei nuovi impianti previsti, inoltre, sono già pianificati a prescindere dalla candidatura olimpica. Il Velopark di Treviso, ad esempio, è già inserito nella Finanziaria 2008. Solo sette impianti, quindi, dovranno essere costruiti ex novo».

    Quali sono gli altri aspetti qualificanti del vostro masterplan?
    «La compattezza dell’evento, garantita anche da un piano di mobilità eccezionale. Nel Quadrante Olimpico, previsto nell’area di Tessera, saranno ospitati 171 eventi di 10 diverse discipline: a Londra 2012, per fare un confronto, saranno sette gli sport ospitati nell’Olympic Park. La mobilità e l’integrazione della stessa con le sedi degli impianti è stata pensata per dare l’opportunità di poter seguire più di un evento nell’arco di una giornata. Pensiamo, ad esempio, alle potenzialità del Servizio ferroviario metropolitano regionale (Sfmr). Proprio sulla mobilità, contiamo di avere maggiori chance rispetto a una grande capitale, dove il rischio di congestionamento del traffico è maggiore».

    A proposito di infrastrutture, Sfmr e Alta velocità sono dei cardini del vostro progetto. Alle spalle, però, hanno una storia di lunghe discussioni e pochi, almeno fin qui, cantieri aperti. Per non parlare dei quattrini stanziati.
    «Sui grandi progetti pesa, ovviamente, la ciclicità economica. Va tenuto conto, però, che gli investimenti sulla mobilità, che non spettano al Comitato, sono sottoposti a procedura commissariale. Questo semplifica il quadro. In Veneto, poi, c’è una maggiore cultura del fare rispetto ad altre aree».

    Qual è la portata economica del progetto?
    «L’obiettivo della sostenibilità abbraccia l’ambiente ma anche il piano finanziario. L’impatto sarà decisamente leggero rispetto agli standard. Anche questa è innovazione. L’organizzazione dell’evento ruota attorno a costi per 2 miliardi. Per quanto riguarda le spese per le strutture sportive, i costi extra rispetto a quanto già preventivato saranno bilanciati dalle entrate. Si parla, tra i ricavi, di diritti televisivi, merchandising e biglietti».

    Che bacino di spettatori considerate?
    «Pensiamo a 6-7 milioni di biglietti. Presto per azzardare a dei ricavi, ma una stima verosimile può essere basata su circa 50 euro a biglietto».

    Nel masterplan non c’è traccia di una integrazione con il progetto Veneto City. L’avete considerato?
    «Conosciamo l’area, ci sono stati anche degli incontri con i rappresentanti di quel progetto. In questa fase non fa parte del dossier, ma non escludiamo che possa rientrarvi in un secondo momento. Magari con un coinvolgimento legato, ad esempio, alla produzione televisiva».

    Sul fronte della ricettività alberghiera i numeri ci sono, ma dal punto di vista della qualità?
    «Il Cio richiede la disponibilità di 29mila stanze in hotel a 3-5 stelle nell’area olimpica. Venezia 2020 arriva a 44.170. Sul fronte della qualità è sostenibile già oggi».

    Il presidente del Coni Petrucci, sulla sfida Roma-Venezia e sull’impiantistica, sostiene di avere il diritto dovere di dire quali siano i presupposti per una candidatura credibile.
    «Non esiste alcun caso. Noi siamo convinti che la candidatura di Venezia sia credibile: chiediamo attenzione per il nostro progetto e che questo venga valutato. Poi se alla fine la scelta del Coni ricadrà su Roma, ci toglieremo il cappello e grideremo viva Roma. Fino ad allora, però, continueremo ad essere convinti delle potenzialità e dei vantaggi contenuti nel nostro progetto».
    30 dicembre 2009

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