Venezia assediata dall’acqua alta
Cripta allagata, allerta per il Natale

La marea non dà tregua, e dopo aver toccato nella notte del 22 dicembre la cifra record del 2009 (144 centimetri alle 5 del mattino, undicesima acqua alta di sempre), si prepara a concedere il bis. Una serie negativa così non si registrava dal 2002: era da anni che la cappella sotterranea non finiva a mollo. Disagi nei negozi

    di Alberto Vitucci VENEZIA. Notte di Natale con l’acqua alta. La marea non dà tregua, e dopo aver toccato ieri notte la cifra record del 2009 (144 centimetri alle 5 del mattino, undicesima acqua alta di sempre), si prepara a concedere il bis. Una serie negativa come non si ricordava dal 2002. Con la differenza che stavolta gli eventi sono consecutivi, tutti a livelli eccezionali, e succedono di notte. Complice la fase lunare di «quadratura», quando la marea salta un turno e l’acqua cresce e cala molto lentamente. Il vento di scirocco che soffia sull’Adriatico ha complicato le cose. La marea, dopo aver raggiunto il massimo, è defluita molto lentamente. Tre ore dopo era ancora in terra nelle zone più basse come piazza San Marco, sommersa da 60 centimetri. Livello quasi record, e per la prima volta è entrata anche nella cripta di San Marco, da tempo isolata. Disagi limitati alla viabilità, vista l’ora notturna. Ma i negozianti del centro hanno cominciato la giornata nel modo peggiore. Stracci e secchi per ripulire pavimenti e magazzini invasi dalla marea durante la notte. Qualcuno ha anche lamentato danni, perché al di sopra del metro e 40 le difese saltano e il 60 per cento della città viene allagato. Il Centro previsioni maree del resto aveva lanciato l’allarme con largo anticipo. Già da sabato i tecnici di Ca’ Farsetti avevano avvisato dell’arrivo della marea eccezionale per ieri notte. Maltempo che non dà tregua in tutta Italia, bassa pressione (crollata martedì sera da 1006 a 991 millibar), vento di scirocco e poi di bora fino a 30 chilometri orari in laguna, 50-60 in Adriatico. E l’onda di «sessa», l’Adriatico rigonfio che oscilla e spinge la massa d’acqua verso nord. La fase lunare ha fatto il resto, impedendo alla marea di calare in tempi rapidi. Il contributo meteo, dovuto al maltempo, è stato di 101 centimetri. «Un evento piuttosto raro», dicono al Centro maree, che si ripeterà nei prossimi due giorni».

    Intanto la macchina del Comune è in stato di allerta. Nella sala operativa allestita a Ca’ Farsetti il Capo di Gabinetto del sindaco Maurizio Calligaro e il direttore del Centro maree Paolo Canestrelli hanno seguito in diretta l’andamento del fenomeno. Ieri per la seconda notte consecutiva i volontari della Protezione civile sono intervenuti a Burano per aiutare qualche anziano in difficoltà. Nell’isola, interessata solo di recente da lavori di difese locali, le quote delle abitazioni sono più basse che nel centro storico, e le case si allagano quasi ovunque sopra i 90-100 centimetri. Qualche problema anche in molti magazzini e negozi del centro storico e in tanti appartamenti al piano terra affittati a extracomunitari. Le sirene hanno suonato poco prima delle 23, annunciando una quota di 135 centimetri, poi ritoccata a 140 due ore dopo. Previsione anche in questo caso abbastanza attendibile, anche se a causa del vento la quota è risultata poi superiore di qualche centimetro. «Ma era più alta di così», giurano alcuni esercenti di San Marco, «a 144 non andiamo sotto». «Gli strumenti non sbagliano, e ci segnalano la quota esatta», garantiscono al centro maree, «anche se vento e onde possono far variare il livello di qualche centimetro».


    24 dicembre 2009

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