Trasporto ferroviario nel caos. La Protezione civile regionale ha fatto sapere che è sconsigliato viaggiare in treno: a causa del freddo "molte percorrenze verranno sospese". Viabilità in tilt sulle strade minori
di Carlo Mion
MESTRE. La provincia in ginocchio ieri ha tentato di rialzarsi. Con tanti disagi. E oggi si attende altra neve. È stata una Caporetto per il trasporto ferroviario. E ieri sera la Protezione civile regionale ha fatto sapere che è sconsigliato, oggi, viaggiare in treno: causa l’ondata di freddo «molte percorrenze verranno sospese». Insomma specie per i pendolari è un lunedì a rischio.
Non siamo in Bielorussia eppure basta poco per mandare in tilt il nostro sistema ferroviario. Ritardi d’altri tempi. Regionali che hanno accumulato sabato sera anche oltre tre ore di ritardo, treni a lunga percorrenza che sono arrivati a Mestre e a Venezia Santa Lucia anche quattro ore dopo il previsto. Un domino che ancora ieri sera si faceva sentire in tutte le stazioni della provincia, anche alcuni treni soppressi per Milano e e un Regionale per Padova. Viaggiatori imbufaliti. Ma per fortuna ieri non c’erano i pendolari dei giorni lavorativi. I ritardi sono dipesi soprattutto da guasti in linea e per gli scambi bloccati dal gelo, che hanno creato i primi ritardi. A cascata è arrivato il resto: personale viaggiante che non c’era per far partire i treni, mancanza di convogli perché non riuscendo ad arrivare non si poteva dar vita ai nuovi treni e così via. Fino a sera i tabelloni elettronici annunciavano più o meno gravi ritardi per tutti i treni.
Viabilità di ghiaccio. Di sicuro il traffico automobilistico ha sofferto meno del trasporto ferroviario ma comunque ci sono stati forti disagi soprattutto sulla viabilità minore. Se autostrade e statali erano pulite le strade provinciali e quelle della viabilità minore di Mestre e dei paesi della provincia erano quasi impraticabili per la neve trasformatasi in ghiaccio. In serata con l’abbassarsi della temperatura la situazione è peggiorata anche perché diversi semafori si sono spenti colpa il freddo.
Cadute, black-out e tubi dell’acqua rotti. Se nelle prime ore del mattino non ci sono stati tanti interventi del 118 per le cadute da ghiaccio, verso mezzogiorno quando la gente ha cominciato ad uscire da casa il Suem è stato subissato da decine di chiamate per persone volate per colpa di marciapiedi sporchi. È stato uno stillicidio in tutta la provincia. E naturalmente sono seguite telefonate di protesta da Mestre alle isole, dal centro storico a San Donà e a Chioggia. Tantissime le chiamate ai vigili del fuoco per tubi dell’acqua rotti dal gelo. In serata improvvisi black-out a Mestre e in altre parti del centro storico. Spenta anche parte dell’illuminazione del ponte della Libertà.
Tonnellate di sale. A Venezia, Veritas ha operato dalle 6 di ieri mattina con 75 netturbini e 25 lavoratori reperibili. Sono state versate 5 tonnellate di sale lungo i percorsi principali e sui ponti. A Mestre dalle 5 hanno operato 45 tra netturbini, autisti e uomini delle cooperative sociali. Sono state versate 10 tonnellate di sale lungo le principali direttrici pedonali. Questa mattina, gli uomini di Veritas saranno operativi già dalle 4. La Protezione civile comunale ha messo in campo 7 volontari a Venezia, 15 a Mestre, 6 a Marghera, 4 a Pellestrina e 6 al Lido.
I volontari hanno provveduto a pulire le aree adiacenti agli ingressi di scuole, chiese, fermate Actv e ospedali. La Direzione Lavori Pubblici ha continuato ininterrottamente l’attività di pulizia delle strade con 30 uomini, 11 mezzi e sparso 80 tonnellate di sale. L’assessore alla Mobilità Enrico Mingardi ha spiegato: «Siamo riusciti a mantenere regolare il trasporto pubblico gestito da Actv».
21 dicembre 2009