di Roberta De Rossi
VENEZIA. Il siluramento del prefetto? Parla di «vendetta politica», di «assoluta assenza di senso dello stato» e di comportamento «da ducetti» il sindaco Massimo Cacciari, a margine della conferenza stampa sul Carnevale. «La Lega ha dato una dimostrazione pazzesca di vendetta politica»: «Un comportamento di assoluta assenza di senso dello stato e mancanza di rispetto per un leale servitore dello stato», attacca. Aggiungendo: «Non è possibile che persone che hanno responsabilità politiche si comportino come piccoli ducetti di partito, con un atteggiamento distruttivo verso le istituzioni».
Per essere ben sicuro di non essere travisato, Cacciari ha anche scritto di sua mano al computer un lungo comunicato per stigmatizzare la «rimozione» del prefetto Lepri Gallerani, al quale manifesta «tutta la mia stima e vicinanza», e «tutto il mio rammarico per non aver potuto fare più di quel che ho fatto per impedire una tale indecente decisione». Si tratta - ha scritto ancora Cacciari - di «un episodio di gravità eccezionale, sia per le modalità con cui avviene sia per i motivi che ne sono alla base».
«A Venezia da soli quattro mesi, il dottor Lepri Gallerano», ricostruisce Cacciari, «è stato rimosso per ragioni esclusivamente politiche, anzi per vendetta politica. In buona sostanza, al di là di ipocrite frasi fatte in burocratese, gli si imputa di non essere riuscito a impedire il trasloco della comunità Sinti di via Vallenari nel nuovo villaggio. Fatto doppiamente e gravemente sbagliato», trattandosi di un trasferimento che «non si poteva impedire ciò che era stato già riconosciuto atto legittimo non solo dalle sentenze del Tar, ma anche da quella del Consiglio di Stato».
In secondo luogo, prosegue il sindaco, «il prefetto in nulla poteva interferire riguardo a una decisione che l’Amministrazione comunale era pienamente titolata e autorizzata ad assumere, specie dopo che l’Asl 12 aveva dichiarato del tutto inagibile il vecchio campo per gravissime carenze igienico-sanitarie e di fronte all’avanzare della stagione invernale». «Ora, non essendo riusciti a impedire tale trasloco per le vie che la legge e il diritto consentono», afferma Cacciari, «si vuole colpire, con quella che, ripeto, considero una volgare vendetta politica, un funzionario dello Stato di provata lealtà che non ha colpa alcuna»: «un pesante avvertimento a tutti coloro che non si inchinino prontamente ai voleri strumentali di una politica rozza, intollerante e, ancor prima e peggio, stupida».
18 dicembre 2009