Olimpiadi del 2020, dopo Gianni Alemanno per Roma, si muove anche Massimo Cacciari per Venezia. Venerdì infatti il sindaco della città lagunare si incontrerà con il presidente del Coni Sandro Petrucci, per illustragli le caratteristiche della «proposta diffusa» di Venezia per ospitare i Giochi Olimpici tra poco più di dieci anni
di Enrico Tantucci
VENEZIA. Olimpiadi del 2020, dopo Gianni Alemanno per Roma, si muove anche Massimo Cacciari per Venezia. Venerdì infatti il sindaco della città lagunare si incontrerà con il presidente del Coni Sandro Petrucci, per illustragli a voce - dopo la lettera per la candidatura, già inviata - le caratteristiche della “proposta “diffusa” di Venezia per ospitare i Giochi Olimpici tra poco più di dieci anni. Il sindaco di Roma Gianni Alemanno lo ha già fatto e la cosa non era stata particolarmente gradita a Venezia, quasi che per la capitale - che si è pure candidata - ci fosse già una corsia preferenziale.
Ora da Petrucci andrà anche Cacciari, dopo che il sindaco, pochi giorni fa, nell’incontro avuto a Roma, con il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Gianni Letta - presenti anche il presidente della Regione Giancarlo Galan e quello di Confindustria Veneto Andrea Tomat - oltre a chiedere garanzie per i fondi per la salvaguardia della città, ha comunque esposto a grandi linee anche l’offerta veneziana per le Olimpiadi del 2020.
«Il sindaco Cacciari - spiega Gianfranco Bardelle, presidente regionale del Coni - fa benissimo a incontrare il presidente Petrucci per esporre le linee della candidatura di Venezia, perché la lettera ufficiale è necessariamente un po’ fredda e burocratica, mentre è importante che si capiscano bene le caratteristiche della proposta veneziana, allargata al territorio». Mentre infatti la candidatura di Roma per le Olimpiadi del 2020 si basa in buona parte su impianti sportivi già esistenti - dallo Stadio Olimpico per atletica e calcio, allo stadio del nuoto al Foro Italico, allo Stadio Flaminio per il rugby - quella di Venezia ipotizza la realizzazione di nuove strutture concentrata nell’area di futuro sviluppo urbanistico della terraferma ai confini con la gronda lagunare: il Quadrante di Tessera, con un’ampia offerta di stadi, palazzetti e aree per l’insediamento dei centri informativi e televisivi.
Il progetto di Venezia prevede a Tessera uno Stadio Olimpico da circa 30 mila postim allargabile sino a 80 mila con strutture mobili. Nell’area del Parco Scientifico e Tecnologico Vega, a Marghera, è previsto il Palazzetto dello sport per basket e volley e l’arena coperta per la ginnastica. Il tiro con l’arco dovrebbe svolgersi nel parco di San Giuliano e il centro acquatico per nuoto, tuffi e pallanuoto, a tessera sorgerebbe anche il nuovo villaggio olimpico. Un progetto che diovrebbe servire a mettere in moto altre complesse operazioni di riconversione della città, a cominciare dal recupero di Porto Marghera, attirando finanziamenti pubblici e privati, al momento altrimenti introvabili. La capacità immaginifica e affabulatoria di Cacciari, sindaco-filosofo, dovrà perciò essere al meglio per convincere venerdì Petrucci sul progetto Venezia per le Olimpiadi, ancora tutto “virtuale“.
09 dicembre 2009