La segreteria nazionale della Fiom-Cgil sulla vertenza Alcoa: "Non siamo intenzionati ad accettare la fermata della produzione". I dipendenti dello stabilimento di Fusina in viaggio su quattro pullman per raggiungere la capitale e partecipare alla grande manifestazione in occasione dell'incontro con il Governo. Presente anche una delegazione della Regione Veneto
di Gianni Favarato
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ROMA "Non siamo intenzionati ad accettare la fermata della produzione". E' quanto afferma in un comunicato la segreteria nazionale della Fiom-Cgil sulla vertenza Alcoa. "Nel mentre sono in corso i preparativi per la manifestazione nazionale dei lavoratori del gruppo Alcoa - è scritto nella nota - che si terrà a Roma nella mattina di giovedì 26 novembre, l'azienda ha avviato la procedura di Cassa integrazione guadagni straordinaria a zero ore, per stato di crisi, per tutti i 568 dipendenti dello stabilimento di Portovesme e per 125 dipendenti di quello di Fusina (più 12 addetti ai servizi comuni, per 16 ore settimanali), ossia per tutto l'organico degli impianti di produzione dell'alluminio primario."
"Si tratta di un ulteriore atto unilaterale - afferma la segreteria Fiom - che l'Azienda compie confermando la volontà, già dichiarata, di 'procedere con immediatezza alla fermata temporanea degli impianti di produzione dell'alluminio primario di Fusina e Portovesmè, precisando che 'tali operazioni saranno attuate nei tempi tecnici necessari'".
La Fiom nella nota conferma di non essere interessata "a discutere di questa procedura e che non siamo intenzionati ad accettare la fermata della produzione" mentre si vuole soprattutto "affrontare e risolvere le questioni dell'approvvigionamento energetico degli stabilimenti Alcoa per garantirne la continuità produttiva".
25 novembre 2009