Alcoa, 125 finiscono in cassa integrazione

L’annuncio dopo il corteo degli operai in Regione con tafferugli: due poliziotti contusi. Giovedì 26 novembre la grande manifestazione a Roma in occasione dell'incontro con il Governo

    di Gianni Favarato Dopo il corteo a Palazzo Balbi - dove ci sono stati anche dei tafferugli con la polizia prima dell’incontro con gli assessori regionali - ai lavoratori di Alcoa la direzione ha annunciato l’avvio della procedura di cassa integrazione straordinaria per 125 operai del Primario. Nella mattina di ieri quasi uno scontro con i poliziotti che presidiava l’entrata della sede della Giunta regionale, a Palazzo Balbi a Venezia; poi, nel pomeriggio, l’annuncio dell’avvio della cassa integrazione straordinaria.

    L’annuncio. La messa in cassa integrazione interesserà, a partire da dicembre, 125 dei 430 dipendenti dell’Alcoa di Fusina. La rabbia dei lavoratori per il temuto annuncio della direzione di Alcoa è arrivato il giorno dopo l’assemblea aperta tenutasi in fabbrica e alla vigilia del tavolo ministeriale che domani potrebbe annunciare la sperata soluzione sul problema degli alti costi dell’energia elettrica che sono la causa, secondo Alcoa, della decisione di chiedere parte dei suoi stabilimenti in Italia. I delegati della Rsu non hanno nemmeno voluto leggere la lettera consegnata dalla direzione, in cui si annuncia l’avvio della temuta cassa integrazione. «La cassa integrazione è una decisione unilaterale per noi inaccettabile - commentato Diego Panisson della segreteria Uilm di Venezia - Alcoa non poteva scegliere momento peggiore per fare un annuncio del genere». «Ci chiediamo - aggiungono i delegati delle Rsu - perché la direzione aziendale ha scelto proprio la vigilia dell’incontro al ministero e della nostra manifestazione a Roma, per confermare le sue minacce di fermata e chiusura del Primario».

    I tafferugli. Circa 200 lavoratori dell’Alcoa di Fusina ieri mattina hanno raggiungo da piazzale Roma la sede della Giunta regionale a Palazzo Balbi, presidiata da un cordone delle forze dell’ordine. Il corteo di lavoratori ha cercato di varcare l’ingresso del Palazzo dalla strettissima calle, così sono volate con spinte e controspinte, due poliziotti sono stati leggermente feriti e un operaio, colt oda un attacco d’ansia, è svenuto. Tutto si è poi risolto con una delegazione di 20 persone, tra lavoratori e sindacalisti, che sono stati ricevuti da tre assessori regionali - Renzo Marangon, Elena Donazzan e Vendemiano Sartor - che hanno cercato di riparare alla clamorosa assenza della Giunta regionale e dello stesso Galan all’assemblea aperta di martedì scorso.

    L’impegno della Regione. Nel corso dell’incontro i tre assessori regionali hanno ricordato ai lavoratori che il «governatore» Giancarlo Galan il 13 novembre scorso ha «coinvolto direttamente la Presidenza del Consiglio dei Ministri» sul problema delle tariffe energetiche pagate da Alcoa. Galan - è stato spiegato ieri - «ha chiesto, con la medesima nota, di aprire urgentemente un tavolo di confronto presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri dove affrontare il tema a livello globale». I tre assessori hanno detto di «condividere» la lotta dei lavoratori di Alcoa e hanno assicurato «la presenza della Giunta regionale veneta all’incontro di domani al ministero.
    25 novembre 2009

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