La Salvaguardia blocca l’ovovia

Il Comune cambia progetto, ma la commissione lo giudica «impattante»

    di Enrico Tantucci La Commissione di Salvaguardia ferma il progetto dell’ovovia per il passaggio dei disabili collegata al ponte di Calatrava e fa scoppiare con tutta evidenza un altro «caso» legato alla tormentata vicenda dell’opera. Il progetto, infatti, è stato modificato e prevede ora la costruzione di una passerella sull’acqua su cui sorgerà la struttura agganciata al ponte, sulla quale scorrerà «l’ascensore» di vetro per il passaggio delle persone con problemi motori. Una struttura ben più pesante di quella prevista in precedenza per l’ovovia e che, non a caso, la Salvaguardia ha bloccato, chiedendo ragguagli al Comune sull’impatto paesaggistico della nuova opera e anche sui possibili rischi per la staticità di un ponte «leggero» come quello dell’architetto catalano, appena registrato nelle sue oscillazioni con l’intervento sui martinetti.

    «Da questo punto di vista - assicura l’assessore ai Lavori Pubblici Mara Rumiz - non dovrebbero esserci problemi, ma a chiederci di modificare il progetto è stata la Soprintendenza che ha proposto appunto la passerella galleggiante. Certamente il costo complessivo dell’intervenrto sarà superiore al previsto, ma non esorbitante». Inutili quindi i due «quadrati» già costruiti alla base del ponte sui due lati, che dovevano servire per innescare in profondità la struttura portante dell’ovovia e costati circa 100 mila euro, anche perché proprio l’umidità dell’acqua sui di essa potrebbe essere una delle ragioni del cambio di rotta.

    Ma in Salvaguardia ieri, la levata di scudi contro il progetto è stata pressoché generale perché solo ora, a lavori già iniziati, si scopre che esso è cambiato ed è ben più massiccio del precedente e perché la Commissione avrebbe dovuto approvarlo praticamente al buio, senza sapere quasi nulla su impatto, relazioni con la statica del ponte, caratteristiche progettuali. E sulla vicenda polemizza anche il consigliere della Lega Alberto Mazzonetto, che da tempo ha nel «mirino» la questione Calatrava. «Anche per l’ovovia - commenta - come per il ponte, i problemi stanno nell’elaborazione sul progetto e sulla sua successiva validazione.

    Come è possibile accorgersi solo ora che il progetto precedente non va bene e come è statol seguiti finora. In più, anche in questo caso avremo la lievitazione dei costi e alla fine l’ovovia verrà a costare almeno il doppio di quanto era previsto». Il costo iniziale dell’opera era di poco più di un milione di euro e pochi mesi fa il Comune aveva rescisso il contratto con l’impresa precedente per ritardi nell’esecuzione dei lavori, affidando a un’altra impresa l’opera. La previsione era di finire entro ottobre, ma siamo a novembre e l’ovovia - guardata in modo critico anche da molte associazioni di disabili - è ancora in alto mare, con tutti i problemi che si trascina.

    Tra le altre decisioni di ieri della Salvaguardia, il via libera alla trasformazione del cinema Rossini in una moderna trisala, secondo il progetto del Comune, anche se problemi riguardano ancora la mimetizzazione degli impianti tecnologici previsti sul tetto, come avvenuto alla Punta della Dogana.

    Parere positivo anche al recupero delle ex casermette dell’Arsenale per trasformarle in abitazioni secondo il progetto della Capitaneria di Porto, che le detiene. Da segnalare anche che ieri la Provincia - su indicazioni della maggioranza - ha nominato i suoi nuovi consiglieri in Salvaguardia: sono l’ingegner Pierdomenico Pregnolato e Emiliano Boscolo Bachetto, nel ruolo di supplente.
    18 novembre 2009

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