di Mitia Chiarin
VENEZIA. La Sezione Volanti della Questura sventa un furto in una pasticceria di Salizada San Antonin, a Castello, e arresta 4 giovani, tre rumeni e un moldavo. Potrebbero essere gli autori di una serie di furti compiuti nei giorni scorsi nel centro storico veneziano ai danni di esercizi pubblici.
Proprio per fronteggiare l’escalation di furti, il questore aveva ordinato l’intensificazione dei controlli nel centro storico. Una mossa vincente.
Nella notte di sabato, i poliziotti delle Volanti hanno bloccato quattro ladri. Su di loro pesa ora il sospetto di aver commesso una lunga serie di furti, riusciti e tentati in centro storico. Dopo una telefonata al 113 che segnalava in campo della Bragora alcune persone dal fare sospetto e con grossi zaini in spalla, la Sezione Volanti si è portata in salizada San Antonin. Qui hanno visto due persone ferme vicino la pasticceria bar «Veronese», e che alla vista degli agenti hanno cercato di fuggire ma sono stati bloccati. La porta del bar era stata divelta. Entrati nel locale, i poliziotti hanno sorpreso nel laboratorio, posto sul retro, altri due giovani ce han provato invano a fuggire. Poi sono scattate le perquisizioni. Addosso ad uno dei due fermati dentro la pasticceria è stato trovato un cacciavite, un telefono cellulare Nokia E63 e 800 euro. L’altro era in possesso di una pinza di metallo, un minitorcia e quasi 900 Euro. Perquisiti anche i primi due giovani fermati, anche questi sono stati trovati in possesso di arnesi atti allo scasso e di oltre 800 euro. Gli agenti hanno accertato che il retro di una «slot machine» dentro il locale era stato forzato rubando la cassetta del denaro. I giovani scassinatori avevano pensato bene anche di rompere la telecamera di sorveglianza all’esterno del locale mentre quella interna era stata girata verso il muro per evitare di riprendere. Le immagini registrate dalla telecamera esterna, spiegano dalla Questura, sono state comunque recuperate e mostrano il gruppo davanti al locale, più volte, tra le 2.15 e le 2.40 della scorsa notte. Non solo.
Il telefono cellulare nokia E63 di uno degli arrestati è identico a quattro cellulari asportati la notte prima in una ditta d’onoranze funebri già ”visitata” dai ladri. Il giovane ha poi confessato che il resto della refurtiva del furto all’impresa di onoranze funebri assieme alla merce rubata in un noto ristorante veneziano, era nascosta in un paio di case abbandonate a Mestre, tra cui un tugurio vicino a forte Marghera. Durante la perquisizione nei ruderi usati come covo dalla banda, gli agenti hanno trovato altra refurtiva: telefoni cellulari, un computer portatile marca Apple di ultima generazione, due lettori dvd e altri arnesi da scasso. Tutto materiale che è stato sequestrato ed è riconducibile ad almeno tre furti. Gli arrestati sono Iosif Marius Ghemant, 20 anni; Calin Dorin Cheteles di 18, rumeno; Tokacs Honoris Alexandru Tokacs, 20 anni rumeno e Serghei Baraghin, moldavo ventenne.
Le indagini continuano e dal commissariato di San Marco lanciano un appello. Quanti hanno subito furti in questi giorni in centro storico e non li hanno denunciati si rivolgano al commissariato che sta risalendo ad altri colpi che il gruppo di stranieri dell’Est potrebbe aver messo a segno. I sospetti sono forti, infatti. Nelle ultime settimane sono stati denunciati alla Polizia di San Marco almeno una dozzina di furti, riusciti o tentati, e gli investigatori erano oramai sulle tracce della banda, sfruttando anche le telecamere poste nella zona di San Marco e del ponte dei Greci e che si sono rivelate utilissime. Ma l’altra sera la polizia veneziana è riuscita ad arrivare in tempo per evitare la fuga dei ladri. Le indagini continuano.
09 novembre 2009