di Roberta De Rossi
Allontanamento immediato dal servizio dei quattro bigliettai Vela-Actv pizzicati dalle telecamere di «Striscia» a fare la cresta sul resto dei biglietti venduti ai turisti. Richiesta formale alla Procura della Repubblica di acquisire il video del servizio di Moreno Morello, per appurare eventuali estremi di reato che aprano la strada al licenziamento dei bigliettai fedifraghi. E, nel frattempo, convocazione urgente dei sindacati - il 5 novembre - per concordare nuove iniziative di sorveglianza a tutela di passeggeri e dipendenti onesti: «Pensiamo a minitelecamere puntate sul banco cassa e le mani, non sui volti», propone il presidente di Actv, Marcello Panettoni.
Che ieri ha promesso provvedimenti severi anche davanti alle telecamere di «Striscia». Sospensione, esposto, nuovi sistemi di vigilanza sono le decisioni assunte ieri da Actv e da Vela (la società controllata dall'azienda dei trasporti e che si occupa di bigliettazione e marketing), all'indomani della messa in onda del filmato del tg satirico di Canale 5, che ha immortalato almeno quattro «distratti » bigliettai, beccati a sbagliare la consegna del resto ai clienti stranieri, naturalmente sempre a vantaggio delle proprie tasche, salvo consegnare subito la differenza nel momento stesso in cui gli veniva fatto notare l'errore. Uno di loro, aveva poi perso la pazienza, arrivando a spintonare violentemente a terra un cliente-attore. Immagini di raggiri mordi-e-fuggi ai danni dei turisti che squalificano non solo chi li mette a segno, ma danneggiano l'immagine dell'intera città.
«Atti vergognosi, intollerabili da stroncare», commenta ora il presidente di Vela, Alessandro Bares. La mente va all'estate del 2008, quando a finire sotto indagine furono sette bigliettai, scoperti a vendere - sempre ai foresti - biglietti Imob per traghetti da 2 euro come biglietti orari da 6,50 euro, incassando la differenza. Uno di loro ha patteggiato 4 mesi di pena, un altro ha chiesto di patteggiare 1 anno (posizione in attesa di essere definita), mentre agli altri 5 il pubblico ministero Federico Bressan contesta un ventaglio di reati in vista dell'udienza di rinvio a giudizio: dal peculato al peculato per errore altrui, alla truffa aggravata. Nel caso dei quattro bigliettai finiti nell'obiettivo di «Striscia» - oltre all'accusa di violenza privata per l'aggressione all'attore - si potrebbe ipotizzare la violazione dell'articolo 316 del codice penale, peculato per errore altrui, che punisce con la reclusione da 6 mesi a 3 anni «il pubblico ufficiale o l'incaricato di pubblico servizio che, giovandosi dell'errore altrui, riceve o ritiene indebitamente denaro o altra utilità».
Possibile che siano state le telecamere di una trasmissione Mediaset a doversi accorgere di un comportamento tanto grave? «Nel caso dell'anno scorso, eravamo stati noi a fare la segnalazione alla Procura, perchè ci eravamo accorti degli ammanchi dai rendiconti giornalieri del sistema imob», dice Panettoni, «ma in questo caso solo le segnalazioni dei turisti potevano metterci in allerta. In tutto il 2009 - abbiamo verificato - abbiamo ricevuto solo sei segnalazioni specifiche di protesta. Sono convinto che il comportamento di pochi getti discredito sulla maggior parte dei lavoratori Actv-Vela e perciò abbiamo convocato subito i sindacati per chiedere loro di sostenere - a difesa di tutti i dipendenti che fanno correttamente il loro lavoro - un nuovo piano di vigilanza, che preveda l'installazione di videocamere nelle biglietterie, puntate direttamente sul banco cassa e le mani degli operatori ».
29 ottobre 2009