Dosi di cocaina in cambio di una vergine

Traffico di droga e baby prostitute: arrestata banda di albanesi che agiva tra il litorale e la Marca

    TREVISO. Cocaina in cambio di una vergine da portare a letto. La Squadra Mobile ha smantellato una banda di albanesi che gestiva un imponente traffico di droga tra i locali della movida di Jesolo e le scuole trevigiane. Cinque arresti per un inquietante retroscena: uno degli stranieri finiti in manette aveva chiesto una giovane illibata in cambio della polvere bianca.

    Secondo le indagini coordinate dal sostituto procuratore Valeria Sanzari, la gang gestiva anche un traffico di baby prostitute. Gli accertamenti sono ancora in corso per verificare se tra le ragazze minorenni, in gran parte romene, finite sulla strada vi sia pure la quattordicenne ungherese sorpresa dagli investigatori a prostituirsi a Mogliano. Il bilancio dell’operazione condotta dalla Squadra Mobile, guidata da Riccardo Tumminia, è di cinque albanesi arrestati, un chilo di cocaina sequestrata, insieme ad una pistola, un’auto di grossa cilindrata e migliaia di euro frutto dell’attività di spaccio sequestrati. Le indagini avevano preso il via all’inizio di quest’anno per smantellare una rete di spacciatori che operava a cavallo tra le province di Venezia e Treviso, in particolare a Jesolo. La polizia ha scoperto che tra i clienti della banda figuravano i titolari di diversi locali pubblici della località balneare del veneziano, nonchè i giovani frequentatori di alcune discoteche.

    Tra questi anche diversi studenti di istituti superiori trevigiani. Ed è proprio in questo secondo filone dell’inchiesta che è emersa la realtà più sconvolgente. Grazie a diverse intercettazioni telefoniche, necessarie per il buon esito delle indagini, si è scoperto un fitto mercato di sesso in cambio di droga. Uno degli arrestati, infatti, parlava con una diciassettenne iscritta ad una scuola superiore di Treviso e ora segnalata alla Prefettura come consumatrice di droga. Durante la conversazione, dalla quale si poteva capire che la ragazza si era già concessa all’albanese in cambio di cocaina, l’uomo le chiede di presentargli una coetanea vergine con la quale avere un rapporto sessuale.

    «Da questa indagine - spiega il capo della Mobile, Tumminia - emergono in tutta chiarezza le cattive abitudini sessuali dei nostri ragazzi che, sempre più spesso, iniziano ad abusare di alcol e droga, già dai dodici anni». Gli arresti si sono resi necessari perchè un paio di appartenenti alla banda stava per scappare. A Santa Bona sono finiti Edward Saraci, 25 anni, Roland Kibja, 20, Nicolin Ahity, 20, e Ermin Demiri, 24. Secondo gli inquirenti il chilo di cocaina sequestrato è solamente un decimo di quello messo sul mercato dagli albanesi.
    20 ottobre 2009

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