di Gianni Favarato
La chimica sull’orlo di un nuovo e più pesante scontro sociale se - come annunciano i sindacati - i «commissari» della Vinyls in amministrazione controllata invece di prospettare il riavvio degli impianti, ricorreranno alla cassa integrazione. Ma proprio ieri i commissari nominati dal ministro hanno incontrato l’imprenditore bolognese Bertolini che in cordata con la Sirci è pronto a utilizzare immediatamente l’impianto di pvc «in conto lavorazione» per poi acquisirlo insieme ad altri.
Proprio nel giorno in cui i sindacati dei chimici minacciano «azioni di lotta di particolare intensità» - che tra l’altro potrebbero comportare proteste disperate con lavoratori arrampicati su una delle torri del Petrolchimico - i commissari della Vinyls, ex Ineos, di Fiorenzo Sartor in amministrazione straordinaria, alla ricerca di una nuova soluzione imprenditoriale, hanno incontrato ieri Francesco Bertolini, amministratore dell’omonima spa bolognese che, insieme alla Sirci Gresintex spa, ha presentato una manifestazione d’interesse ai tre commissari nominati dal ministro Scajola.
Ieri, Francesco Bertolini ha annunciato ai commissari che entro pochi giorni riformulerà, insieme a Sirci, la sua manifestazione d’interesse - già formalizzata da oltre un mese - con una «lettera d’intenti» che sarà anche inviata al ministero dello Sviluppo Economico.
L’offerta Bartolini-Sirci è l’unica, per quanto se ne sa, pervenuta ai commissari; una proposta che prevede l’acquisizione dell’impianto di pvc di Porto Marghera, di quello di Assemini (Sardegna) dell’Eni che produce la materia prima (dicloretano) e possibilmente anche dello stabilimento di Ravenna, con la sola esclusione dell’impianto di Vinyls che produce «pvc in emulsione» a Porto Torres. Bertolini e Sirci - che già utilizzano un totale di 80 mila tonnellate annue di pvc - potrebbero, se i commissari e il ministero lo vorranno, acquistare «anche subito» le materie prime da Eni, con pagamento in contanti, per darle in «lavorazione conto terzi» a Vinyls per poi dividersi al 50% le 100 mila tonnellate annue di pvc che l’impianto di Porto Marghera è in grado di produrre. L’offerta della cordata Bertolini-Sirci, seppur non garantisce il sito della Vinyls a Porto Torres né la «resurrezione» del clorosoda di Syndyal a Porto Marghera, ha il pregio di poter garantire nel giro di pochi giorni, il riavvio della produzione di pvc a Porto Marghera, allontanando così la «mannaia» della cassa integrazione paventata più volte ai sindacati. Cassa integrazione che appare ormai inevitabile, visto che i commissari della Vinyls - improduttiva da mesi e indebitata per oltre 100 milioni di euro - non sono stati in grado di trovare sul mercato materia prima per lavorarla direttamente a Porto Marghera. Il ministero dello Sviluppo ha imposto ai commissari di acquisire e valutare con attenzione l’offerta Bertolini-Sirci, visto che è l’unica «seria e credibile» messa in campo a tutt’oggi. Ma i sindacati dei chimici di Cgil, Cisl e Uil veneziane, nella nota stampa diffusa ieri, ribadiscono che bisogna salvare tutti gli impianti e dicono, altresì, di temere «strumentalizzazioni e le incertezze che piani alternativi alla chimica presentati quotidianamente possano provocare». I sindacati non prendono, almeno per il momento, in seria considerazione l’offerta Bertolini-Sirci e rilanciano, invece, «chiedono nuovamente l’urgente convocazione del Tavolo Nazionale per il ciclo del cloro e un confronto vero fra i commissari di Vinyls, l’Eni, il ministero e le organizzazioni sindacali finalizzato all’individuazione di una soluzione definitiva e di prospettiva per rilanciare l’intera filiera dei cloro».
08 ottobre 2009