di Claudio Malfitano
PADOVA. «Abbiamo l’80% delle possibilità di farcela, ma serve che tutto il Veneto faccia squadra». E’ Giustina Destro, ex sindaco di Padova e oggi deputata del Pdl, uno dei personaggi «chiave» del progetto Venezia 2020. Industriale e al contempo politica: il «master plan» lo ha discusso sei mesi fa assieme ai presidenti Galan e Tomat. La sua vasta rete di relazioni e la riconosciuta amicizia con il sottosegretario Gianni Letta potrebbero rivelarsi fondamentali per far sì che il Coni scelga la candidatura veneta. E già oggi pomeriggio potrebbe essere il giorno giusto per un primo confronto: Giustina Destro sarà infatti alla presentazione del rapporto sulla mobilità sociale di «Italia Futura». Un’occasione per avviare un confronto con uno dei possibili grandi «sponsor» della candidatura di Roma: Luca Cordero di Montezemolo. Ma ci saranno anche Enrico Letta e Gianfranco Fini.
Onorevole Destro, ha già parlato di Olimpiadi con il sottosegretario alla presidenza del consiglio Gianni Letta? «Gli ho parlato del progetto qualche mese fa, quando la cosa era ancora riservata. Adesso ci lavoreremo nelle prossime settimane. Ma serve che il Veneto faccia davvero squadra per centrare l’obiettivo».
Cosa potrebbe convincere il governo, e di conseguenza il Coni, a puntare su Venezia e sulla città diffusa con Padova e Treviso? «Il fatto che il sistema Veneto è all’altezza di una così importante occasione. Ed è una delle aree trainanti del paese che adesso ha diritto di essere riconosciuta come tale. D’altronde la Lombardia ha già avuto l’Expo e il Piemonte i giochi invernali del 2006».
Resta il ballottaggio con la capitale. «Con il massimo rispetto, ma Roma ha 100 mila altre occasioni per essere, come merita, protagonista sulla scena mondiale».
Come giudica l’impegno del comitato veneto? «Sono assolutamente entusiasta del lavoro che è stato fatto. Ho avuto modo di vedere il «master plan», ed è assolutamente valido con la proposta di valorizzazione di diverse aree della regione».
Quali sono queste zone? «E’ un grande progetto che riguarda Venezia, con il centro storico, l’area di Tessera, ma anche il litorale, come Jesolo. E poi c’è la città metropolitana diffusa, con Padova e Treviso».
E’ una grande occasione anche per crescere sul versante delle infrastrutture? «Mi sembra che da qui al 2020 avremo una parte infrastrutturale assolutamente adeguata. Ma non solo: con il Passante abbiamo dimostrato di essere in grado di concretizzare i nostri progetti in tempi brevi».
Cosa dobbiamo migliorare, allora? «Il Veneto, ripeto, è all’altezza di questo evento. La parte infrastrutturale è adeguata. La parte imprenditoriale è all’altezza. Adesso è la politica che deve fare la sua parte».
Come? «In questa occasione ci deve essere la forza di fare squadra. E questo è un compito del sistema economico-politico. Solo così avremo ottime possibilità di vincere la sfida con Roma per la candidatura».
07 ottobre 2009