Olimpiadi 2020, Maroni sta col Veneto

Galan invita Roma a farsi da parte: pretesa sacrosanta, va premiato un sistema d’eccellenza

    di Metteo Marian VENEZIA. Nonostante i richiami all’unità, il derby olimpico Venezia-Roma riempie le tribune. In particolare quella d’onore. Per un Giancarlo Galan che argomenta il perché della candidatura veneta c’è un Roberto Maroni che rompe gli indugi: «Tra Venezia e Roma scelgo Venezia». Dopo il «sì, ma anche» del ministro del Turismo Michela Vittoria Brambilla, la corsa verso la candidatura di Venezia come sede dei Giochi del 2020 registra anche la preferenza del ministro dell’Interno.

    «Il 2020 è ancora molto lontano, l’Italia può candidarsi ma serve ovviamente una candidatura unica. Tra Roma e Venezia, io scelgo Venezia». A margine dell’incontro di rugby di serie A tra Fiamme Oro Roma e Lyons Piacenza, il ministro leghista ha espresso la sua preferenza. «Ribadisco che tra le due città preferisco Venezia - ha aggiunto - ma ci sono tante altre città e anche Milano mi sembrava interessata. L’importante è presentarsi con una candidatura sola, come fu per l’Expo, dove siamo riusciti a vincere con una proposta unica, forte, che aveva tutto il governo e il Paese dietro. Così dev’essere anche per le Olimpiadi».

    Anche il governatore veneto Giancarlo Galan è tornato a sostenere la candidatura di Venezia. Il Veneto delle eccellenze, ha sostenuto, merita più di Roma di ospitare le Olimpiadi 2020 perché è regione in grado di garantire un globale sistema funzionante. «Sacrosanta la nostra pretesa che i Giochi 2020 si facciano a Venezia, nel Veneto e non a Roma - è l’esordio di Galan -. Roma ha già avuto e ha già dato, infatti la sua Olimpiade segnò in positivo la rinascita del nostro Paese nel XX secolo. Venezia e il Veneto con la loro Olimpiade consegneranno definitivamente l’Italia alle fantastiche e affascinanti meraviglie del XXI secolo». Il presidente rafforza la propria tesi con un esempio. «La richiesta - spiega - si basa sulla qualità del nostro sistema sanitario, per esempio. La sanità c’entra, perché una grande Olimpiade è tale se tutto il “sistema città” o il “sistema Paese” funziona e funziona nell’eccellenza anche al di fuori degli stadi o delle piste da corsa o degli specchi d’acqua per gare d’ogni genere».

    Galan, che sfida Alemanno a dirgli dove, nel 1960, Roma ospitò competizioni oltre che negli stadi e ai Fori Imperiali, ricorda che secondo uno studio della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa il Veneto guida la classifica delle migliori regioni. «Caro Alemanno, abbi pazienza - conclude Galan - anche perché la Regione Lazio è governata dalla sinistra e questo spiega la classifica di cui sopra».

    Si schierano anche il sottosegretario ai Beni culturali, Francesco Giro, (no a Venezia), e il senatore del Pd Roberto Di Giovan Paolo (no a Venezia). Il derby continua.
    05 ottobre 2009

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