A Rialto: «Col Carnevale abituati alle invasioni»

Fra i veneziani opinioni positive: «L’importante è che i flussi vengano governati»

    di Irene Rosati All’indomani della proposta di candidare Venezia e la sua area metropolitana per ospitare le Olimpiadi del 2020, l’orientamento della città colto fra i passanti in campo delle Beccarie, a Rialto, è diviso tra la percezione dell’opportunità economica che un’occasione del genere rappresenterebbe e le eventuali conseguenze in termini di affollamento turistico.

    «E’ un’opportunità per Venezia - dice Flavio Rossetto - basta che si sappia governare il flusso turistico, perché questo può sconvolgere il già fragile equilibrio della città. Mi piace la sinergia con Padova e Treviso, a dimostrazione che Venezia non è solo richiamo turistico, ma può anche diventare un polo aggregante. E’ bene anche perché si può mettere mano agli impianti sportivi, che qui onestamente sono un po’ deficitari».

    Dello stesso parere è anche Marina Schiavon, la quale sottolinea l’importanza di utilizzare le ingenti risorse economiche per il recupero del patrimonio architettonico della città: «Penso che sia un bene per Venezia, spero che porti tanta bella gente e tanti soldi perché la città ha bisogno di essere restaurata, anche se è un pò difficile sostenere il flusso turistico che ne verrebbe». Non tutti però sono così entusiasti. Mentre alcuni si dicono favorevoli pur con qualche scetticismo, come Pietro Grandese che dice: «Vorrei proprio sapere dove le farebbero le Olimpiadi. Comunque può essere un aiuto, si tratta di soldi che arriverebbero dallo Stato, quindi si potrebbe mettere a posto qualcosa.

    Le Olimpiadi a Venezia potrebbero essere divertenti, tanto 90 mila ne vengono col Carnevale, non vedo il problema di 90-100 mila con le olimpiadi», altri invece sono fermamente contrari, come spiega Corrado Spalazzi: «Io sono contrario perché abbiamo già troppa gente. Vengono circa 60-70 mila persone al giorno e Venezia ha difficoltà a riceverli. Con le Olimpiadi arriveremmo al doppio e sarebbe invivibile. Anche se sono un operatore turistico ed egoisticamente mi andrebbe bene, come veneziano sono totalmente contrario. E’ giusto che vadano a Roma, ha più spazio e più ricettività». Proprio la concorrenza con Roma, la cui candidatura è stata rilanciata dal sindaco Alemanno poco dopo la notizia di Venezia, è ulteriore motivo di riflessione.

    «Roma ha già avuto le Olimpiadi - aggiunge Flavio Rossetto - è già vista, mentre Venezia, con Treviso e Padova, sarebbe una cosa nuova. Noi possiamo competere con Roma». Altro motivo di preoccupazione infine è dato dal rischio di speculazioni, come fa notare Laura Trevisan: «Non so se il territorio abbia la possibilità di sostenere una cosa del genere, comunque se fosse organizzato bene sarebbe una bella cosa».
    04 ottobre 2009

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