Entro fine anno meno di 60 mila abitanti
Pronto il funerale simbolico di Venezia

In un mese persi 11 cittadini, entro la fine del 2009 Venezia potrebbe varcare all'indietro la soglia che separa una città da una cittadina

    di Manuela Pivato Venezia a quota 60.041 abitanti, un pelo sopra la soglia fatidica che fa la differenza tra una città e una cittadina. Un mese fa erano 60.052, undici in più. Entro fine anno, ma forse anche prima, Venezia sarà sotto i 60 mila abitanti e allora non basteranno nè peana nè gli allarmi nè il funerale che Venessia.com sta apparecchiando.

    Non basteranno nemmeno tutti gli articoli del mondo, incluso quello dello spagnolo Victor Gòmez Pin, docente di Filosofia all’Università di Barcellona, che ieri mattina a Palazzo Franchetti ha ricevuto il Premio giornalistico Istituto Veneto di Scienze Lettere e Arti per un servizio su «El Pais» dal titolo che che è già un verdetto: «No al modello Venezia». Cioè no ai palazzi che si trasformano in alberghi (a cominciare da Ca’ Sagredo) e no ai turisti che si divorano la città e poi ne sputano gli ossicini.

    Il premio dell’Istituto Veneto arriva in un momento cruciale. «Venezia è perduta - ha detto Gòmez Pin - se si rassegna a vivere della mera immagine di ciò che è stata, se strumentalizza lo straordinario binomio laguna-città, anzichè mantenerlo come giustificazione fondamentale delle sue attività». Qualche mese fa aveva scritto: «La città di svuota di veneziani e si popola di centinaia di migliaia di turisti che dall’alba al tramonto vagano alla ricerca di qualche rimasuglio di un’anima cittadina senza la quale percepiscono che la bellezza che ammirano manca di spirito. Una ricerca vana, dato che il veneziano si mette al riapro».

    L’analisi nuda e cruda di Gomez ha convinto la giuria ad assegnargli il premio che l’anno scorso andò a John Kay del «Times» in un mare di polemiche per via del paragone di Venezia con Disneyland. Quest’anno, anche se la situazione non è migliorata, i toni sono stati più pacati e il sindaco Cacciari, che l’anno scorso andò su tutte le furie, ieri mattina ha fatto avere una lettera all’Istituto scusandosi per l’assenza (era in Sicilia) e salutando «l’amico Gòmez».

    Ovviamente felice Gòmez per un premio che, comunque sia, ha puntato nuovamente i riflettori sulla questione dello spopolamento, come hanno illustrato il presidente dell’Istituto Veneto Gian Antonio Danieli, lo storico Gherardo Ortalli e il presidente dell’Associazione Stampa Estera Maarten van Aalderen. L’articolo di Gòmez li ha convinti tutti perchè - come ha spiegato Danieli - «risponde all’obiettivo che è quello di sollecitare con nuovo vigore l’attenzione a livello internazionale sui problemi legati alla salvaguardia della città lagunare, contribuendo alla discussione sul “problema Venezia” e alla ridefinizione dei criteri da seguire per la vita futura della città».

    Gomez ha ricordato «gli anni in cui la bellezza commovente della città e il suo enorme valore storico non vietavano le vietavano di essere abitata dai propri cittadini». E ha paragonato Venezia a Barcellona, le cui Ramblas e il cui Porto sono ormai invivibili per i residenti, consegnati allo strapotere dei turisti proprio come Piazza San Marco.

    L’articolo di denuncia sull’estinzione dei veneziani, come si diceva, arriva in un momento in cui il conta-veneziani della farmacia Morelli in campo San Bartolomeo mette i brividi. E intanto gli infaticabili di Venessia.com stanno organizzando il funerale della città, che avrà luogo non appena la cifra tonda 60 mila segnerà un abitante in meno. La bara di cartone dipinta di fucsia è già pronta. Dietro il feretro decine di mantelli neri, un finto Cacciari e un finto Patriarca. Qualche lacrima, però, magari sarà vera.
    28 settembre 2009

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