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i comuni dopo la pioggia del 16 settembre

Nubifragio, danni per oltre sei milioni

Primo bilancio destinato ad aumentare. Sono 13 i Comuni che chiedono lo stato di calamità. Pioggia del 16 settembre: caccia ai soldi I sindaci: «Sforiamo il patto di stabilità»

MESTRE. Ammonta a 6 milioni di euro la prima prudenziale stima dei danni causati dal maltempo di mercoledì 16 settembre. Tra i comuni più colpiti Santa Maria di Sala, Pianiga e Camponogara. Per l’agricoltura il calcolo della Coldiretti è di 1 milione e 500 mila euro. A distanza di oltre una settimana dall’alluvione i comuni che hanno chiesto lo stato di calamità alla Regione sono saliti a tredici. L’ultimo arrivato è Dolo che si è aggiunto a Cavarzere, Marcon, Mirano, Santa Maria di Sala, Fossò, Camponogara, Vigonovo, Campagna Lupia, Fiesso, Campolongo, Pianiga e Stra. Quasi tutti hanno già messo a disposizione in Internet e nei municipi i moduli precompilati per le richieste di risarcimento danni. Le domande stanno cominciando ad arrivare anche se per ora non è prevista una specifica copertura finanziaria.

Il commissario speciale agli allagamenti Mariano Carraro ha già fatto sapere che sarà difficile reperire le risorse necessarie per riparare i danni dell’ennesima alluvione. Ma i sindaci non ci stanno. «A questo punto sarebbe opportuno - suggerisce ad esempio Fabio Livieri, sindaco di Campagna Lupia - che i sindaci potessero intervenire senza i vincoli finanziari imposti dal Patto di Stabilità. Abbiamo soldi in cassa che non possiamo spendere, è incredibile». Nel Miranese la situazione più critica riguarda Santa Maria di Sala dove, oltre a decine di case, il maltempo, che ha visto esondare il canale Lusore, ha provocato danni a molte aziende, tra le quali la Speedline, l’Arpi Arreda, la Rexpol e la Fpt. E’ qui che si registrano i danni più gravi. La richiesta dei risarcimenti potrebbe facilmente arrivare e superare il milione di euro. A Mirano, comune colpito in modo più lieve, i danni superano i 200 mila euro. A Campolongo il sindaco Roberto Donolato parta di almeno 450 mila euro, di cui 300 mila solo per rimettere in sicurezza le strade. «In alcuni casi - dice - l’acqua rimasta per più di 48 ore e i cigli stradali non hanno tenuto». Anche a Camponogara si stimano almeno 500 mila euro di danni, che si concentrano nelle zone di Premaore e Campoverardo. A Fiesso la stima è di 200 mila euro, e lo stesso vale per Fossò, dove sono già oltre 30 le richieste di risarcimento arrivate in municipio. Danni per almeno 200 mila euro anche a Dolo, dove tra le zone più colpite ci sono le vie Brentani e Camponogara.

A Stra invece, dove il consorzio di bonifica Medio Brenta ha registrato le precipitazioni più intense (220 millimetri d’acqua in 18 ore) l’assessore ai Lavori pubblici Giuseppe Cavallarin ipotizza almeno 150 mila euro di danni. Tira un sospiro di sollievo Fabio Livieri, sindaco di Campagna Lupia, paese che era stato letteralmenti messo in ginocchio dal maltempo del 26 e 27 settembre 2007. «Dopo essere stati scottati - spiega - abbiamo agito con tempestività e anche molti cittadini erano attrezzati con paratie e sacchi a prevenire il peggio. I disagi sono legati alle infiltrazioni in alcune case ma i danni non dovrebbero superare i 200 mila euro». Danni per 150 mila euro a Vigonovo, mentre a Pianiga, dove il Comune era anche stato costretto a chiudere per le infiltrazioni la scuola elementare di Cazzago, la somma raggiunge i 600 mila euro (250 tra strade e scuole, almeno altri 350 tra i privati). Cavarzere è tra i comuni dove riesce più difficile la conta dei danni. Case e negozi sono stati colpiti nelle zona di via Mazzini, via Aldo Moro, e nelle
frazione di Bosco Chiaro e Rottanova «ma non abbiamo ancora una stima», dice l’assessore ai Lavori pubblici, Renzo Zampieri. A Marcon (almeno 100 mila euro) in attesa delle prime richieste di risarcimento danni il comune ha convocato un’assemblea, che si terrà lunedì 28 alle 18 nel centro civico.

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