di Anna Sandri
Sono 25, come gli anni che compie oggi la Nuova, e cresceranno in un luogo di grande bellezza e di grande significato — il Parco San Giuliano — in un punto dal quale con lo sguardo si arriva a leggere l’anima profonda di questa città: la terraferma, e appena un respiro più in là Venezia, così vicina che sembra di poterla toccare.
La Nuova festeggia i suoi 25 anni anche donando al Parco, alla città e alla comunità 25 alberi, che negli anni cresceranno e diventeranno parte di questa geografia urbana proprio come è accaduto e continuerà a essere per il nostro quotidiano.
E’ simbolico il numero, naturalmente: candeline immaginarie a ricordare un momento per noi importante, che abbiamo voluto condividere con la città. Molto più che simbolica è invece la scelta: il verde, e dunque gli alberi, sono per gli uomini un’assicurazione sul futuro e sulla salute; e le loro radici, così come quelle della Nuova, affondano in questo territorio, ne traggono linfa vitale. Il loro fusto e le loro fronde, così come il nostro quotidiano mestiere dell’informare, crescono e crescendo ampliano la loro visuale, offrono un punto di riferimento sempre più evidente.
Gli alberi sono un messaggio che rivolgiamo a tutti i cittadini, ma in modo particolare ai giovani: l’ambiente è un patrimonio troppo importante, non solo va protetto ma in ogni possibile occasione va alimentato, ampliato, moltiplicato. Da sempre la Nuova si è schierata dalla parte del rispetto dell’ambiente: e se le parole sono il nostro mestiere, non sono certo vuote di significato. Non appena si è creata l’occasione abbiamo voluto trasformarle in un atto concreto.
L’area, di circa 5 mila metri quadrati, si trova nella zona ovest del parco in prossimità del pattinodromo, verso la Porta Gialla; è stata individuata da un gruppo di esperti e qui vengono messi a dimora 5 aceri, 3 Alberi di Giuda — molto amati, perché producono bellissimi fiori viola — e ancora 5 pioppi, 5 carpini, 3 frassini, 2 lecci, 2 farnie. Le piante sono state scelte, per le loro peculiarità rispetto al luogo che li vedrà crescere, assieme ai responsabili dell’istituzione Bosco e Grandi Parchi di Mestre. Sono specie tipiche delle nostre pianure e dei nostri boschi, ogni pianta avrà a disposizione uno spazio ampio e molti anni di fronte a sé per crescere.
Tra qualche anno, quello dovrebbe essere un autentico boschetto. L’area si chiamerà «arboreto della Nuova Venezia», e con questo nome da oggi sarà anche indicato sulle piante del Parco. Un leggio, che riproduce la testata della Nuova e riassume in poche parole il significato e la ragione di questa iniziativa, la indicherà ai passanti.
Lì, questa mattina, con una breve cerimonia, il boschetto — giovane e pieno di promesse — sarà inaugurato alla presenza delle autorità cittadine, e benedetto da don Fausto Bonini, delegato del Patriarca per la Terraferma. Ci sarà un brindisi augurale: le nostre radici, sempre più, saranno nella città e per la città.
24 settembre 2009