Parapiglia per Noemi

Assalto mediatico alla diciottenne che sa dire solo Papi. Fotografi, cronisti e reporter come falene impazzite attorno al luccichìo dei suoi capelli biondi Attorno a lei, mamma papà parenti e amici. Sfiorato l’incidente diplomatico con i capi di Medusa

    di Anna Sandri SPECIALI SULLA MOSTRA
    Repubblica.it
    Trovacinema

    Tocca a Noemi, con tutti i suoi cari. E bisogna rincorrerla. L’inseguono giornali e televisioni di tutto il mondo: vuoi perderla adesso? Al confronto, lo sbarco di Patrizia D’Addario fa miseria. Dall’imbarazzante apparizione della diciottenne di Portici, dal delirio che si scatena per 35 minuti tra otto guardie del corpo, un padre con i capelli tinti, una zia con le tette che traboccano, una mamma che la spinge verso i flash, un sedicente produttore che urla e bestemmia e un Milingo di cui si ignora lo scopo, da tutto questo esce una notizia: alla gente, di Noemi e di tutti i suoi cari, frega poco o niente. Nel caos, una signora appreso di chi si tratta si mette letteralmente le mani nei capelli e scappa dicendo «non ci posso credere»; altre due le affibbiano appellativi irripetibili, un ragazzo è furioso: «colpa vostra, colpa della stampa, la dovete ignorare».

    E’ un pezzo d’Italia: ignorarla non basterebbe a cancellarla. L’epifania di Noemi Letizia di Portici al Lido di Venezia avviene intorno alle 19.15, con oltre un’ora di ritardo e in un clima assurdo: alla darsena dell’Excelsior mettono perfino le transenne per proteggerla.

    Prima di tutto si materializza Rita, la parrucchiera di Scorzé, Salone L’incanto, che è andata in hotel a Dolo a truccare la signorina per un servizio fotografico con Vittorio Sgarbi, e una passerella che non c’è. La Rita, che trucca da 33 anni, di solito in 25 minuti fa una sposa; per Noemi ne ha impiegati 30, tra fondotinta, matita bianca, kajal scuro e boccoli sui capelli trattati con il lucidante al melone. La definisce angelica d’aspetto e scaltra di temperamento.

    Noemi arriva, e sono due motoscafi perché uno è di scorta; saluta come una star e non sembra provarne vergogna. Perché è qui non lo sa, e se lo sa non lo dice: dovevano darle un premio, ma per evitare fantomatiche polemiche e scansare inesistenti minacce, alla fine non se n’è fatto nulla. Ad accompagnarla c’è Emilio Gobbi, quello che dice di avere in produzione il film Kamorra Days ma pare esista solo un trailer e comunque su questo c’è un’inchiesta della magistratura padovana per truffa.

    Lui è un tizio basso, sudato, con gli occhi di fuori e una maglietta con il titolo del presunto film scritta con lo spray. Voleva darle il premio di «miglior attrice contemporanea», «ma non vedete che è una grande attrice contemporanea?». La passerella di Noemi è una fuga attraverso i corridoi dell’Excelsior e il suo giardino, fino a raggiungere la terrazza Quintessentialy, dove nessuno ha voglia di accogersi degli ospiti e dunque non c’è un cameriere a chiedere se vogliono qualcosa. «Vi ho pagati (bestemmia), e adesso voglio da bere (doppia bestemmia)». Il concetto è chiaro, a Gobbi arriva un bicchiere. «Tutti mi volevano qui». Tutti chi? «Tutti, è sorda?». Faccia un nome: «Ma vada via».

    Intanto, ogni sbarco ha i suoi rischi, si è perso Milingo. Le radio della security gracchiano, Alfa chiama Evan Evan rispondete, recuperate Milingo. Niente. Gobbi dà un annuncio: Noemi non parlerà. Faranno insieme un film di cui non può parlare nemmeno lui perché i nemici sono troppi e sono ovunque, poi Gobbi si distrae con il bicchier d’acqua e Noemi squittisce. «Oh, io da sempre voglio fare l’attrice, da bambina guardavo il maxischermo e provavo tante emozioni e ora penso che sarò io a far provare queste emozioni». Guarda con tristezza il braccino graffiato nella ressa e mette in bella mostra l’anello con la farfallona, ma che coincidenza. Non è di fidanzamento: «Il fidanzato non ce l’ho».

    Noemi, ma il premier Berlusconi sa che sei qui? Non risponde. Noemi, ma che vuoi? «Oh, il mio modello è Cameron Diaz». Mamma e papà ti seguono sempre: «Sono la cosa più bella della mia vita, finché ci sono loro sono felice». Ok, Noemi: si può sapere cosa ci fai qui? «Voglio che la gente conosca la vera Noemi, la gente mi vuole bene e quando saprà davvero chi sono me ne vorrà anche di più. Vorrei che non si direbbero più cose sbagliate sul mio conto».

    Piomba Moreno Morello di Striscia la Notizia. «Stiamo inseguendo il nulla». Papà Letizia, è felice? «Meglio questo che qualcosa di peggio». Noemi rifà la passeggiata al contrario, svolazzante nel suo Rocco Barocco, e tutti dietro come in una parodia; intanto, sfila la passerella di Soul Kitchen senza un flash. Hanno ritrovato Milingo, ma è ora di andare. Cena a Dolo, tutto pesce, 15 a tavola. C’è anche Papi (Enrico, il presentatore). Chissà come mai proprio lui.
    11 settembre 2009

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