di Matteo Bisato
SPECIALI SULLA MOSTRARepubblica.it TrovacinemaE una domenica mattina di settembre, con un cielo che ha riflessi di pietra preziosa, il sole che riscalda e il vento che accarezza, la Mostra si risveglia bambina e trasforma la sua passerella in una favola, un mondo di aquiloni, di palloncini e di giochi, di personaggi che dal grande schermo scendono e si fanno veri e vivi, e camminano tra la gente. Sono centinaia e centinaia i bimbi che hanno risposto all’invito della Disney Pixar e della Mostra, che sono venuti a dare una nuova faccia al red carpet degli smoking e degli abiti griffati, e se non sei vip non ci vai. Ci vai eccome, oggi, se sei bambino: ci vai con gli Incredibili, con Toys e con Nemo, e anche con Up che è l’ultimo arrivato e chi l’ha già conosciuto dice che resterà per sempre nel cuore.
Ci sono i gadget, che domani faranno mercato ma per oggi fanno solo allegria, e una ragazza passando dice «non sembra di essere alla Mostra di Venezia», ma c’è sempre una prima volta, anche per i sogni. I palloncini di tutti i colori, che andranno a raggiungere gli aquiloni che svolazzano sopra l’Excelsior, premiano il tanto rosso voluto come cornice di questa Mostra: è un colpo d’occhio che da solo spazza i gioielli milionari che hanno sfilato e sfileranno su questa stessa quinta. Sarà difficile che tutti i suoi piccoli protagonisti di ieri non diventino amici domani di quella straordinaria favola che è il cinema.
E straordinaria è la favola di Up, presentato in mattinata in prima nazionale. E’ la storia del vecchio Carl, che persa la moglie decide di volare con la sua casa sollevata da migliaia di palloncini per raggiungere un luogo incontaminato sognato per tutta la vita. Senza accorgersene si porterà dietro il piccolo Russel, un boy scout che si trovava nella veranda al momento del decollo. Quante volte abbiamo sentito l’espressione “magia del cinema”. Si intende la capacità dei film di far sognare lo spettatore, di portarlo in posti lontani, di raccontare storie in grado di commuovere, divertire, pensare. Ogni epoca ha avuto i suoi grandi maghi, stregoni in grado di far volare la mente di un uomo seduto davanti ad uno schermo, rapendolo dalla quotidianità per portarlo, anche solo per un paio d’ore, nel mondo della fantasia. Con Up la Pixar conferma per l’ennesima essere oggi la massima creatrice di sogni del cinema mondiale.
Per l’ennesima volta la Pixar ci racconta una storia al tempo stesso divertente e toccante, accompagnata da una grande lezione: i ricordi (la casa volante che Carl porta sempre con sé) sono la fonte dalla quale attingere per avere la forza e la voglia di vivere, non devono diventare un peso che opprime e limita i movimenti, nel qual caso vanno lasciati alle spalle senza rimpianti. L’ennesimo grandissimo film, in grado di emozionare senza distinzioni grandi e piccini. Un’opera, come Monsters & co, Ratatouille o Wall-E che fin dalla prima visione è già un classico. La visione è stata accompagnata da ripetuti applausi a scena aperta e da una interminabile standing ovation finale, la stessa che ha accolto Lasseter, supervisore creativo del team, ed il suo gruppo alla cerimonia di consegna del Leone d’oro alla carriera.
Introducendo i premiati, il direttore Müller ha paragonato la Pixar ad una bottega rinascimentale, un luogo di creazione ed innovazione al tempo stesso. Il premio è stato consegnato dalle mani di un altro grande creatore di sogni, quel George Lucas che con la saga di Star Wars ha conquistato generazioni intere di spettatori. Proprio con Lucas infatti Lesseter mosse i primi passi nel mondo del digitale, collaborando all’inizio degli anni ottanta con la sua LucasFilm. La cerimonia dalla proiezione dei Toy Story e Toy Story 2, rispettivamente il primo ed il terzo lungometraggio della casa, per la prima volta visti in 3D, e da due succosissime anteprime, che Lasseter ha più volte sottolineato essere degli inediti mondiali: una sequenza di Toy Story 3 una di The Princess and the Frog. Non c’era spettatore che alla fine non sorridesse.
07 settembre 2009