di Michele Bugliari
Continua l’odissea dei lavori del tram. Tanti i cantieri disseminati in città che comportano deviazioni e disagi alla circolazione di bus e auto. Una delle zone calde è via Ca’Rossa, nel tratto compreso tra via Motta e via Oberdan, chiuso dal 4 agosto. Commercianti e residenti sono sul piede di guerra. I negozianti, che sostengono di avere perso almeno il 50 per cento degli incassi negli ultimi tempi, sono arrabbiati perché si sono accorti che l’andamento dei lavori non consentirà di tornare alla normalità il 14 settembre, come era stato annunciato dai tecnici di Pmv nell’assemblea pubblica del 22 luglio. «In un periodo di crisi economica, come quello attuale, se non si velocizzeranno i cantieri finiremo sul lastrico», gridano i negozianti.
«Bisognerà avere pazienza, sino ad ottobre - afferma Gian Pietro Franceson, delegato all’Urbanistica della Municipalità di Mestre centro - perché i tecnici di Pmv mi hanno comunicato che i lavori saranno ultimati completamente solo allora. Dal 14 settembre all’inizio del mese successivo, nel tratto di via Ca’ Rossa, compreso tra via Oberdan e via Motta, torneranno a circolare a senso unico le auto e i bus, in direzione di via San Donà. Chi proviene da Favaro, invece, per entrare in via Ca’ Rossa, dovrà passare piazza Carpendo, viale Garibaldi e via Oberdan. All’inizio di ottobre, poi la circolazione dovrebbe tornare in entrambi i sensi di marcia».
La protesta dei commercianti però non si arresta. «Chiedo ai responsabili del Comune e di Pmv di mettersi una mano sulla coscienza - afferma Stefano Formaggio dell’Irish Pub - per far finire i lavori al più presto. Esercizi e negozi hanno sofferto tantissimo e non solo nell’ultimo mese ma nell’ultimo anno, perché anche i cantieri vicini (in via San Donà e negli altri punti di via Ca’ Rossa) hanno comportato delle deviazioni che hanno reso impossibile alle auto raggiungere la zona. Così, abbiamo perso tanti clienti. Gli incassi diminuiscono e le bollette non calano. Ho dovuto lasciare un dipendente in ferie, pagate ovviamente, per tre mesi, perché non so che cosa fargli fare: lavoro non ce n’è». Francesca Giannuzzi e Ivan Ranzato della caffetteria Rolf aggiungono: «Per rendere più veloce l’intervento, si potrebbero allungare gli orari di attività del cantiere. Invece, di chiudere alle 17.30, si dovrebbe andare avanti sino alle 20 almeno, organizzando i turni degli operai, tanto di luce ce n’è ancora a quell’ora. Il cantiere, ad agosto, inoltre, è stato chiuso una settimana, per ferie e questo non ha inciso positivamente sul procedere dell’intervento. Le perdite sugli incassi vanno dal 50 al 70%, a causa del cantiere, spero che si trovi il modo per far finire presto i lavori. E’ vero che il Comune ci ha concesso delle esenzioni sulle tasse ma si tratta di poca cosa rispetto alle perdite a cui siamo soggetti».
Ma il panettiere Alessando Santoro introduce un altro argomento importante: «Sono tanti gli anziani e i bambini che sono caduti, a causa delle buche e del terreno sconnesso, perché non esiste una separazione tra l’area di cantiere e la zona pedonale. Una ragione in più per far presto». I mezzi pesanti del cantiere, effettivamente, si muovono mentre vicino passano i pedoni e le auto dei residenti, in una promiscuità resa obbligatoria dallo spazio risicato. «Non è il massimo per la sicurezza», commenta un negoziante. «Prima vicino al negozio avevamo la fermata del bus - affermano Patrizia Vanzetto e Paolo Taolin - mentre ora i nostri clienti vedono la nostra zona come irraggiungibile. E’ la prima volta che abbiamo tenuto chiuso, per un mese ad agosto per mancanza di lavoro».
29 agosto 2009