di Giovanni Cagnassi
CAORLE. Cinghiale abbattuto in acqua davanti alla spiaggia di Ponente. Ad un chilometro circa da riva la polizia provinciale è dovuta intervenire ieri mattina per uccidere con il fucile un esemplare adulto di cinghiale che stava nuotando dopo una fuga nella zona di Valle Altanea e Brussa assieme ad un altro esemplare molto simile per dimensioni. Gli agenti li stavano braccando da una notte intera con numerosi appostamenti.
La segnalazione è arrivata ieri mattina da alcuni diportisti che non hanno creduto ai loro occhi quando hanno visto il cinghiale che nuotava velocemente in mare aperto. Ancora vestiti con le loro divise gli agenti Mauro Granzotto e Mauro Sartori sono saliti su una barca di salvataggio assieme ai bagnini e a circa un chilometro dalla riva hanno raggiunto la guardia costiera che stava vigilando l’esemplare. Una volta individuato lo hanno ucciso sparandogli direttamente dalla barca. «Lo abbiamo trainato a riva - raccontano, coordinati dal comandante Antonio Lunardelli che sta seguendo in questo periodo anche gli interventi di vigilanza sulla sicurezza in spiaggia - e successivamente mandato al macello. Pesava circa 100 chili. Nella mattinata ne stavamo seguendo un altro in valle Altanea dove i turisti lo hanno visto correre sulla spiaggia. Molto probabilmente si è nascosto nella macchia verde e adesso lo stiamo cercando». Le ricerche dunque proseguono anche per questo secondo esemplare e tutti sono invitati ad avvertire subito la polizia provinciale o le forze di polizia al primo avvistamento sospetto.
Da mesi la pattuglia composta dagli agenti Granzotto e Sartori dà la caccia ai cinghiali nelle campagne del sandonatese e portogruarese. Qualche mese fa ne hanno abbattuto uno di circa 130 chili. I naturalisti stanno analizzando il curioso fenomeno. «Non dobbiamo stupircene - spiega un esperto, il presidente dell’associazione naturalistica sandonatese, Michele Zanetti - i cinghiali senza controllo in queste sono frutto delle cattive abitudini dell’uomo che li ha liberati negli anni nella zona del centro Europa e dell’Ungheria in particolare. Arrivano fino a questo punto perché smarriti e in cerca di cibo. Di giorno solitamente sono nascosti nella macchia verde, poi si muovono di notte. E sono molto pericolosi perché possono attaccare l’uomo o costituire un pericolo quando attraversano le strade. Ricordiamoci che certi esemplari di maschi arrivano a 300 chili».
11 agosto 2009