Quotidiani locali

Primi passi sul ponte della Costituzione

Ponte aperto sfidando la sorte
Alle 23 l'addio alle transenne

Intanto i disabili presentano i ricorsi Il Comune garantisce corse gratis fra Piazzale Roma e ferrovia

«Ce l’abbiamo fatta, viva Venezia». E’ il grido liberatorio nella foto di gruppo delle maestranze della Cignoni e di tutti coloro che hanno lavorato al quarto ponte.

Salame, mortadella e prosecco. Così ieri sera, per l’ultima volta il ponte è stato territorio esclusivo di chi lo ha costruito, sofferto e sudato negli ultimi cinque anni.

Prima di mezzanotte, l’apertura a tutti, sfidando la tragica data dell’11 settembre: Torri Gemelle, certo, ma anche il tornado che nel 1970 a Sant’Elena fece 21 vittime. «Sono certa che quando la gente lo abiterà, lo amerà subito e lo sentirà parte della città», dice l’assessore Mara Rumiz, che lo attraversa con le stampelle. Il sindaco Cacciari, da par suo, fronteggia a brutto muso un imbucato alla festa, che rivendicava la presenza «per tutti i veneziani», gridandogli: «No, questa è la festa solo di chi l’ha costruito, anche io sono un invitato».

L’architettura del XXI secolo farà così il suo ingresso in città a 9 anni dall’assegnazione dell’incarico all’architetto-ingegnere spagnolo, a 7 dalla vincita dell’appalto da parte della Cignoni, a 5 anni dall’inizio lavori e parecchi milioni di euro dopo i 4,5 del preventivo iniziale. Il Comune parla di 7 milioni di spesa, più 1 per l’ovovia: resta aperto il contenzioso con la Cignoni, che chiede oltre 4 milioni in più.

Disabili e Actv
. Per superare l’impasse di un’ovovia non ancora installata, ieri la giunta ha approvato una delibera immediatamente esecutiva che offre traghetto gratuito sui mezzi Actv piazzale Roma-Ferrovia (e viceversa, s’intende) ai disabili. In questo modo il Comune si ritiene blindato da eventuali ricorsi all’apertura di un’opera pubblica che al momento - e sino a quando non sarà funzionante l’ovovia (forse fine anno) - risulta una gigantesca barriera architettonica per i portatori di handicap.

Le cause. Non così la pensano molte associazioni di disabili, che - su invito della Lega Arcobaleno - hanno già attivato i legali per ricorsi contro l’apertura in deroga, convinti che le leggi siano ben chiare sul punto dell’obbligatoria accessibilità per tutti, contestuale con l’apertura dell’opera pubblica.

«Già il fatto che il Comune ricorra all’escamotage dell’abbonamento gratuito dimostra che sa di non essere in regola: potevano chiamarlo Ponte della sana e robusta Costituzione», commenta Roberto Scano, animatore di un seguito blog nazionale sui temi dell’accessibilità. Con il giornalista Franco Bomprezzi - già presidente dell’Uildm - ha firmato una lettera al presidente della Repubblica, con la quale chiede al presidente Napolitano (in occasione della sua visita in città, il 18 settembre) di non «calpestare un ponte che, essendo inaccessibile, viola quantomeno l’articolo 3 della Costituzione (se non anche gli art. 2, 16 e 32)». Nella missiva si ricorda che «neppure l’ovovia aprirà ai disabili quella piazza e luogo d’incontro esplicitamente voluto da Calatrava, visto che collegherà le due sponde, ma non permetterà la sosta in cima». Da qui l’invito ad «attraversare quel ponte quando sarà davvero un “ponte per tutti”».

La città per tutti. «Affermare che solo il 2% di Venezia è accessibile alle persone con disabilità è assolutamente falso». E’ il commento dell’amministrazione comunale in risposta ad un articolo di «Vita non profit magazine». Ponte a parte, «non si possono cancellare i risultati raggiunti dal Comune per rendere il centro storico più accessibile a tutti».

Napolitano. Il presidente della Repubblica attraverserà il Ponte della Costituzione in occasione della sua partecipazione al convegno della fondazione Pellicani proprio sui 60 anni della Carta? «Deciderà lui, se ha voglia può farlo», commenta il sindaco Cacciari a chi glielo chiede, «è libero di andare dove vuole». E se prendesse il vaporetto, magari la linea 3 che il sindaco ha aperto anche ai foresti, perché poco frequentata dai titolari di imob? «Potrà andare anche sulla linea 3, anche se non è residente», commenta scherzando, ma non troppo, «sperando che qualche marinaio lo accolga e che i veneziani, che vogliono la linea tutta per loro, nel caso del presidente facciano un’eccezione, sempre che il vaporetto non sia pieno!».

Carretti e cicche. Intanto, per non correre il rischio che qualche carretto un po’ troppo pesante «sbecchi» i gradini del ponte e metta a rischio i pedoni, il comandante dei vigili Agostini ha firmato un’ordinanza che vieta «la circolazione con carretti a mano per il trasporto colli di peso superiore ai 20 chili o di volume superiore a 1 metro cubo», nonché di «insozzare con cicche di sigarette o gomme da masticare o qualsiasi altro rifiuto».

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