di Roberta De Rossi
«Sino a quando non sarà garantita la piena funzionalità dell’ovovia per i disabili - e il Comune, tramite i giornali, parla di fine anno - il Ponte di Calatrava sarà un’opera discriminatoria. Per questo ho scritto subito, via web, al presidente Napolitano per chiedergli di soprassedere all’inaugurazione annunciata per il 18 settembre: lui è il presidente di tutti i cittadini italiani, non può tagliare il nastro di un’opera pubblica discriminatoria. Il Comune vuole aprire subito il ponte perché, finalmente, è pronto? Lo faccia, ma riservi la festa e l’inaugurazione ufficiale a quando sarà il ponte di tutti, anche dei disabili».
Roberto Scano - veneziano, 33 anni - è un esperto internazionale del web, consulente di società private ed organizzazioni pubbliche a livello mondiale: «Direi che sono un esperto sul diritto alla piena accessibilità della comunicazione, dell’architettura e del design», si presenta. Le barriere architettoniche, le difficoltà di accesso alla Rete per i non vedenti, le stesse opportunità per tutti sono parte del suo pane quotidiano. Così, letta sui giornali la notizia dell’ormai prossima apertura del Ponte di Calatrava - con tanto di festa, spettacolo musicale e teatrale, ma senza ovovia funzionante - ha lanciato via web una campagna per il rinvio dell’inaugurazione ufficiale, che sta già raccogliendo adesioni sulla rete tra le associazioni per disabili, come Fish, la Federazione italiana per il superameno dell’handicap.
Tra i primi a sottoscrivere l’appello anche Franco Bomprezzi, giornalista, già presidente dell’Uildm. E altri si stanno mobilitando, tanto che per domani è annunciata una conferenza stampa del consigliere comunale delegato all’abbattimento delle Barriere architettoniche, Pino Toso, d’intesa con alcune associazioni, proprio per chiedere il rinvio del taglio del nastro: «Ci era stata assicurata l’inaugrazione del ponte completo di ovovia, nel rispetto della legge e della solidarietà», dice Toso.
«Lasciamo pure perdere il fatto che, sin dalla prima ora, l’archietto Calatrava avesse seguito la sua vena creativa progettando un’opera piena di barriere architettoniche, non rispettosa delle norme italiane», prosegue Scano, «né dire se sia bello o brutto, utile o no. Piuttosto non si può, ancora oggi, negare il diritto di passaggio a una categoria di persone: è questione di buon senso e di solidarietà, oltre che di normativa sulle opere pubbliche, senza dimenticare la direttiva Onu per la non emarginazione delle persone con disabilità. Non si può fare una festa solo per una parte degli uomini e delle donne: per questo chiediamo al Comune di rinviare l’appuntamento e al presidente della Repubblica - nel caso restasse la data di settembre - a non tagliare lui quel nastro».
Il Comune - per voce del capo di gabinetto Calligaro e dell’ingegnere responsabile del progetto, Salvatore Vento - hanno già spiegato che, sì, è vero, era stata promessa un’inaugurazione con piena accessibilità per tutti, ma purtroppo i tempi dell’autorizzazione ministeriale al prototipo hanno inciso su quelli della realizzazione dell’ovovia, prolungandosi. Pertanto - pur scusandosi - si propende per un’inaugurazione a stralci, dal momento che comunque l’attravrsamento è garantito dai mezzi Actv.
«Prendere il vaporetto?», conclude Roberto Scano, «Certo, vale per tutti i veneziani: non serve essere disabili per attraversare in un minuto il Canal Grande».
20 agosto 2008