Quattro giorni con l’immondizia

Sacchi e scatoloni abbandonati ovunque: proteste. Ieri sciopero, lunedì assemblea e prima il weekend. I sestieri più colpiti San Marco e Castello

    di Manuela Pivato Un giorno di assemblea di Vesta e un altro di sciopero, preceduti dal fine settimana, per un totale di quattro giorni di fila con raccolta di rifiuti a singhiozzo. Il risultato, ieri mattina, era sotto gli occhi di tutti. Sacchi abbandonati ovunque, scatoloni inzuppati di pioggia (perchè ieri era anche il giorno del ritiro della carta), immondizia di ogni genere sparpagliata nei campi e nelle calli perchè i gabbiani e i topi non si sono lasciati sfuggire il lungo e lauto banchetto.

    Lo sciopero di ieri di ventiquattro ore per il rinnovo del contratto di lavoro scaduto da un pezzo ha visto all’opera in centro storico soltanto un’ottantina di netturbini (di cui 52 che non avevano aderito allo stato di agitazione e 33 in servizio minimo previsto per legge) su un organico di 285 dipendenti. Grosso modo, meno di un terzo.

    E’ andata meglio per il settore piloti dove si sono presentati al deposito mezzi di Vesta in 16 che, sommati ai 17 dei servizi minimi (per un totale di trentatrè) hanno garantito il 50 per cento della loro attività. Ma non è bastato, perchè all’astensione medio alta di ieri si è sommata l’assemblea di lunedì che, di fatto, ha impedito la raccolta di rifiuti in maniera ancora più capillare.

    All’assemblea - che era a Mestre - hanno partecipato in massa e poichè lo spostamento dal centro storico alla terraferma e ritorno prevede quarantacinque minuti per ciacun tragitto, i lavoratori del primo turno se ne sono andati via alle 8.30. L’assemblea, inoltre, non contempla il «minimo tecnico» di dipendenti in servizio, come invece accade per lo sciopero. Quindi la giornata di lunedì è stata ancora più campale rispetto a quella di ieri, con una raccolta e uno spazzamento ai minimi termini.

    Il tutto è arrivato dopo il sabato e la domenica, per un totale di quattro giorni con i rifiuti in casa e in calle. Più in calle che in casa - carta inclusa - almeno a giudicare da certe zone dove era persino difficile passare.

    Come nei pressi di Rialto dove qualcuno ha pensato bene di «decorare» una montagnola di sacchi di rifiuti con il cartello «Benvenuti a Napoli». O in calle della Madonna, o in quella dei Botteri o ancora in calle della Reginaa.

    Ma i più colpiti dal sacchetto in fondamenta sono stati soprattutto il sestiere di San Marco e di Castello, quelli con la più alta percentuale di netturbini che aderivano allo sciopero.

    Ai normali rifiuti di quattro giorni, inoltre, si è aggiunta la carta che ieri avrebbe dovuto essere raccolta secondo la tabella di marcia della differenziata. Chi ha avuto la pazienza di tenersela in casa dovrà metterla fuori venrdì perchè, altrimenti, finirà nel calderone del residuo. Oggi, infatti, tocca ai sacchetti «ordinari» e al vetro, alla plastica e alle lattine.
    12 marzo 2008
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