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Calatrava, la Procura acquisisce le carte

Mastelloni apre un’inchiesta conoscitiva e ordina un blitz in Comune. L’assessore Rumiz: io e Cacciari siamo tranquilli. Della sfortunata opera finora si sono già occupati l’Autorità di vigilanza sui Lavori pubblici e la Corte dei Conti. La serie nera continua, sviluppi imprevedibili

Dopo la Corte dei conti anche la Procura della Repubblica si interessa al quarto ponte di Calatrava. Il procuratore aggiunto Carlo Mastelloni ha disposto l’acquisizione della documentazione sulla gara d’appalto e i progetti tecnici del ponte di Calatrava e ad eseguire l’ordine sono stati gli agenti della Sezione di Polizia giudiziaria della Procura. Ieri mattina e venerdì si sono recati negli uffici del Comune, quelli dei Lavori pubblici.

Il magistrato ha aperto un indagine di carattere conoscitivo sulla base di una segnalazione qualificata, proveniente cioè non da un privato cittadino, ma presumibilmente da un istituzione che si è già occupata della vicenda.

Rumiz. «Io e il sindaco Cacciari siamo tranquillissimi - ha dichiarato l’assessore ai Lavori pubblici Mara Rumiz - e ovviamente daremo la massima collaborazione ai magistrati, fornendo tutti i documenti e gli approfondimenti necessari. Noi abbiamo sempre agito nell’interesse dell’amministrazione - ha proseguito - e come abbiamo sempre detto i problemi derivano dalla sottovalutazione iniziale della complessità dell’opera da parte di tutti, atto che ha portato a sottodimensionare costi e tempi».

Appalto.
Infine l’assessore ha ricordato che si tratta di un appalto supercontrollato: «Nessun altra struttura, infatti è sotto gli occhi vigili di tanti, la Corte dei conti e la Procura della Repubblica, l’Autorità di vigilanza sui lavori pubblici e la Commissione comunale straordinaria».

Origine. Gli ispettori dell’Autorità di vigilanza di Roma erano arrivati a Venezia nel luglio di due anni fa, come aveva riportato la nuova pochi giorni dopo, e avevano chiesto progetti e documenti. «Lo scorso anno - ha spiegato ancora Mara Rumiz - mi sono anch’io incontrata con loro». Solitamente si muovono per gli appalti con i costi che crescono ingiustificatamente, quelli che i lavori non terminano mai, quelli su cui l’autorità giudiziaria o contabile ha puntato i riflettori. E il quarto ponte sul Canal Grande è un appalto che ha tutte le caratteristiche in regola per attirare l’attenzione: il costo è praticamente raddoppiato, la Procura della Corte dei conti ha già aperto un’indagine e i tempi si stanno trascinando, tanto che l’opera avrebbe già dovuto unire la fondamenta di piazzale Roma alla stazione ferroviaria quattro anni fa.

Perizia.
Il procuratore presso la Corte dei conti Carmine Scarano sta proprio attendendo che l’opera sia finita per concludere la sua inchiesta sui costi. E ha affidato una perizia già conclusa, che potrebbe aver interessato sia l’Autorità romana sia la Procura veneziana, in particolare i rilievi sulle procedure. Nel documento, infatti, si sostiene che un’opera del genere richiedeva una specializzazione
tecnologica nella fusione che in Italia avrebbero solo una decina di imprese. Invece, si invitarono alla gara 124 aziende e, a quel punto, si fece solo un mero calcolo dell’offerta migliore, con il risultato che i tempi di consegna s’allungarono e l’intervento fu più volte corretto.

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