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Latte, troppi falsi miti e i consumi calano

Il primo giugno la 18ma edizione della giornata dedicata a questo alimento voluta dalla Fao proprio per sottolinearne l'importanza

Un discreditamento che si riflette sul mercato. In Italia i consumi di latte sono in media bassi (attorno a una porzione al giorno) e decrescono con continuità da alcuni anni. I dati dell grande distribuzione indicano chiaramente un calo della vendita di latte vaccino (-19% per quello parzialmente scremato, fonte Istat, Nielsen) a favore di latte alternativo come quello di capra (+335%) o di bevande vegetali a base ad esempio di soia (+469%) o di riso.

Eppure il latte vaccino, ricordano i nutrizionisti, sotto il profilo nutrizionale è un alimento completo. Contiene proteine ad alto valore biologico come le caseine e le proteine del siero; zuccheri semplici come il lattosio; grassi (principalmente saturi); calcio (in una forma particolarmente assimilabile) e poi fosforo, magnesio; vitamine del gruppo B e (soprattutto nel latte intero) A, E, D. E non ci sono evidenze scientifiche che facciano supporre un rischio per la salute se consumato con moderazione e all'interno di una dieta equilibrata. A questo proposito sono raccomandate da una a tre porzioni al giorno da 125 ml tra latte e yogurt.

 

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