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Razzismo, altolà del Colle. E l’Europa rincara la dose

Razzismo, altolà del Colle. E l’Europa rincara la dose

Renzi e Di Maio contro Berlusconi: «Bomba migratoria da politiche centrodestra». L’Unione: «Minati i nostri valori». Grasso: chi semina odio raccoglie violenza

ROMA. Lo scontro frontale sui migranti irrompe sulla campagna elettorale, a meno di un mese dal voto. Una polemica che, dopo i fatti di Macerata, allarma profondamente il Colle e Bruxelles. Il leader dem Matteo Renzi e il candidato premier grillino Luigi Di Maio si scagliano con forza contro la linea dura di Silvio Berlusconi, rinfacciandogli responsabilità precise riguardo alle difficoltà attuali. Il segretario Pd gli ricorda che fu lui a firmare il Trattato di Dublino. Di Maio aggiunge che furono le politiche del centrodestra a creare la cosiddetta «bomba» migratoria, arrivando a bollare il presidente di Forza Italia «un traditore della Patria».

Una contrapposizione durissima che spinge il capo dello Stato a esortare tutti ad abbassare i toni: «La mancanza di senso di comunità porta a diffidenza, intolleranza e a volte alla violenza», ammonisce Sergio Mattarella. «Questo senso di vita di comunità, del bene comune, dell’importanza della condizione degli altri è fondamentale», ribadisce l’inquilino del Colle senza mai citare direttamente i fatti di Macerata. Grave preoccupazione viene anche da Bruxelles: il vicepresidente della Commissione Ue Frans Timmermans definisce il raid di sabato come «un attacco volontario ai valori fondamentali, un tentativo di distruggere il tessuto che ci lega come europei». «Quello che è accaduto a Macerata – sottolinea il presidente del Parlamento Ue, Antonio Tajani – è inaccettabile e inammissibile: tutti quanti noi condanniamo con fermezza e senza esitazione».

Ma lo scontro non riguarda solo Pd e Fi: ai ferri corti anche Carlo Calenda, assieme al leader di Liberi e Uguali, Pietro Grasso, contro Matteo Salvini. Il ministro per lo Sviluppo demolisce il Carroccio e il suo segretario con parole durissime: «Salvini manca di etica, senso delle istituzioni e sta spingendo la Lega ai limiti di quello che una volta si chiamava l’arco costituzionale. Incita all’odio». Netto anche il presidente del Senato: «Chi semina odio raccoglie violenza. Mi ha colpito che il titolare della palestra abbia espulso Traini, mentre un partito politico no».

Il segretario federale da un lato preferisce non replicare. Poi però reagisce con rabbia a chi lo definisce «un cattivo maestro», ricordando che così venivano chiamati i professori che ai tempi del terrorismo spinsero tanti giovani verso la lotta armata. «In queste ore – lamenta in tv – sto raccattando molti insulti. Parlare di me come “cattivo maestro”, porta alle Brigate Rosse. Starei attento a usare queste parole. Rievocare quel tempo non è intelligente, meglio connettere la testa con la bocca». Le sue posizioni su Macerata fanno registrare dei dissapori sia all’interno del centrodestra, sia all’interno della Lega. In particolare, la frase sulla sinistra con le «mani sporche di sangue» non piace a Berlusconi che dice: «Non sono d’accordo

con lui, usa delle parole forti, è il suo modo di parlare ma quando si siede al tavolo con noi è una persona assolutamente ragionevole». Freddo anche Roberto Maroni, secondo cui a Macerata c’è stato un «raid razzista».

(re. ro)

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