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Elezioni politiche 2018. Giallo Di Maio a Londra: «Pronti a larghe intese»

Elezioni politiche 2018. Giallo Di Maio a Londra: «Pronti a larghe intese»

Il leader 5Stelle parla a un club di investitori e apre a governo con Pd, Fi e Lega Poi smentisce: solo programmi, mai inciuci. Dall’Ue monito sui proclami no vax

ROMA. Luigi Di Maio è a Londra per convincere gli investitori stranieri che il Movimento 5Stelle è un partito credibile con un programma affidabile: «Dialogheremo con l’Europa, non vogliamo uscire dall’euro». E nel giorno in cui il commissario Ue alla salute Vytenis Andriukatis si dice preoccupato «perché alcuni politici» come quelli di M5S e Lega «stanno usando problemi della salute pubblica come elemento di campagna elettorale», il candidato premier si affretta a ribadire che “noi non siamo populisti”. Ma il dibattito con i rappresentanti dei maggiori fondi di investimento mondiali, in un club privato nel quartiere londinese di Knightsbridge, è andato inevitabilmente sulle alleanze e sulle possibilità che M5S ha di andare al governo. Secondo l’agenzia di stampa Reuters, il candidato premier M5S avrebbe detto di essere disponibile ad un governo di larghe intese con Pd, Forza Italia e Lega nel caso in cui il voto del 4 marzo non consegnasse un risultato chiaro.

L’annuncio è clamoroso se fatto da chi ha sempre parlato delle larghe intese come il male assoluto. Poco dopo Di Maio precisa: «Farò un appello pubblico a tutte le forze politiche invitandole a convergere sui temi e sulla nostra squadra di governo, senza alcun tipo di alleanze, inciuci o scambi di poltrone di governo». Il Pd coglie l’occasione: «Di Maio è talmente confuso da diventare quasi comico. Prima dice che non faranno accordi – ricorda Matteo Richetti – poi candida fuoriusciti degli altri partiti quindi si apre a una coalizione a 4. Il Pd non farà più accordo con gli estremisti e i populisti».

Intanto però in Italia scoppia il caso dei candidati grillini che non molto tempo fa sono stati militanti di destra e di sinistra, ma anche ex assessori e consiglieri comunali o aspiranti tali. Al di là dei nomi già noti come Renato Scalia, ex ispettore capo della Dia, candidato nel 2014 per il consiglio comunale di Firenze con la lista a sostegno dell’attuale sindaco Pd Dario Nardella e dell’ex renziano Nicola Cecchi, tessera Pd 2016, è spuntato anche un militante leghista candidato nel collegio di Siena, Leonardo Franci, iscritto alla Lega Nord – dice – a sua insaputa: «Nel 2017 a Montevarchi ho dato 20 euro a un mio caro amico. Non pensavo fosse la modalità per iscriversi a un partito».

Militanti dunque, ma anche assessori ed ex candidati, che adesso ci riprovano aggrappandosi ai 5Stelle. C’è per esempio Francesco Mollame, ingegnere candidato a Marsala per il Senato, che nel 2008 ha corso per diventare sindaco di Partinico sotto la bandiera del Movimento per l’autonomia di Raffaele Lombardo e nel 2013 è stato accanto al candidato primo cittadino Gianfranco Bonnì come assessore designato. A Bagheria si candida per la Camera Vittoria Casa, ex coordinatrice Pd e nel 2011 assessore alle Politiche sociali nella giunta guidata da Vincenzo Lo Meo, sindaco eletto con il Terzo Polo (Udc e Futuro e libertà). In questo caso la candidatura di Casa entra in conflitto con il regolamento M5S poiché non si può candidare chi a partire dall’ottobre 2009 si è presentato o ha ricoperto ruoli all’interno di amministrazioni con forze politiche diverse da M5S.

Dalla Sicilia si passa in Calabria e a Catanzaro-Vibo Valentia compare per il Senato Silvia Vono, assessore nel 2014 nella giunta di Soverato guidata da Ernesto Alecci, a sua volta candidato alle politiche con il Pd. In Sardegna a Cagliari si candida Gianni Marilotti, portavoce dei Democratici ai tempi di Romano Prodi e molti anni dopo, nel 2014, ha partecipato alle elezioni per il consiglio regionale con la lista Proges.

Ultimo, ma non ultimo Paolo Turati, candidato a Torino,

fa parte dell’associazione Magna Carta di Gaetano Quagliariello e assieme ad Angelo Burzi, ex assessore regionale di Forza Italia, ha fondato l’associazione Magellano. Di lui in rete circolano perfino post a sostegno di Silvio Berlusconi.

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