Quotidiani locali

Vai alla pagina su Elezioni politiche 2018
Elezioni politiche 2018: Gentiloni fa campagna con Zingaretti

Elezioni politiche 2018: Gentiloni fa campagna con Zingaretti

E c’è chi intravede nel governatore un possibile anti-Renzi nel Pd dopo il voto. Bersani replica a Prodi

ROMA. «Se l’Italia si butta fuori strada fa un gravissimo errore, bisogna continuare quanto si è fatto finora» soprattutto sul fronte del lavoro. Paolo Gentiloni si tiene fuori dalla mischia scoppiata a sinistra dopo l’endorsement di Romano Prodi in favore della coalizione di centrosinistra e del Pd e invita a consolidare la crescita «e a non andare dietro alla facile promesse».

Oggi il premier aprirà a Roma, a Testaccio, la sua campagna elettorale per conquistare il collegio «non sicuro» che il Pd ha scelto per lui. E lo farà accanto a Nicola Zingaretti, in corsa per il bis alla Regione Lazio. Il governatore ha chiesto che fosse Gentiloni e non Renzi ad aprire la sua corsa elettorale, una corsa che ha avuto il sostegno di tutta la sinistra ma non di Beatrice Lorenzin e dei centristi. Per questo Zingaretti resta un osservato speciale. E tra i renziani c’è già chi sospetta che potrebbe essere proprio lui l’anti-Renzi sul quale far convergere le forze per un ribaltone alla segretaria dem se le elezioni del 4 marzo dovessero essere una debacle per il Pd. Un dirigente capace di riaprire il dialogo con una parte di Liberi e Uguali. Una lista che, si scommette, non resisterà a lungo, divisa tra i riformisti ex dem e la sinistra di Si. Scenari per il post voto.

Ora sono ancora le parole del Professore a scuotere le già agitate acque a sinistra. «Quel che ha detto Prodi non mi ha convinto, è stato troppo generoso verso Renzi. Questa legge elettorale che Prodi ha definito un disastro, Renzi l’ha fatta con la destra non con noi e nel Pd tutti quelli che parlavano di centrosinistra sono stati spianati», dice Pier Luigi Bersani. A Bologna dove è venuto a presentare la lista di Liberi e Uguali, l’ex segretario Pd, denuncia che il patto tra Renzi e Berlusconi è già in atto. «C’è già. Se si guarda a a quello che è successo in commissione banche. Ci sono stati quattro assenti di Forza Italia che sono usciti per far passare il documento di Casini, se no non passava», attacca Bersani. Dal Pd però insistono. «Votare LeU fa vincere la destra», ripetono tutti i candidati che soprattutto nelle regioni «rosse» chiedono agli elettori un voto «utile». Votare Leu «è un voto indispensabile» se non si vogliono le larghe intese con Berlusconi, ribatte Bersani che ha accanto Vasco Errani, presidente della Regione per 15 anni ora sfidante di Pier Ferdinando Casini, candidato del Pd al Senato. Una scelta che ha lasciato dubbi. «Sono abituato a difendere le scelte indifendibili del mio partito, ma non posso proprio dirvi che sia stato meglio candidare Casini al posto di Antonio Lo Giudice», ammette Andrea Orlando.

Intanto

Renzi annuncia chedomani proprio a Bologna verrà a presentare il programma del Pd. “Vota la squadra, scegli il Pd”, lo slogan scelto. In prima fila Gentiloni e tutti i ministri. Per convincere gli elettorali che del Pd ci si può fidare.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

TrovaRistorante

a Venezia Tutti i ristoranti »

Il mio libro

PER GLI SCRITTORI UN'OPPORTUNITA' IN PIU'

La novità: vendi il tuo libro su Amazon