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Ambiente non pervenuto in campagna elettorale

L’opinione

La legislatura si è appena chiusa e si può cominciare a delineare un bilancio delle attività di politica ambientale. Molte le cose fatte, alcune rimaste in sospeso. Nel complesso il bilancio è positivo anche se ancora in Italia il tema ambientale stenta a diventare centrale nell’agenda di governo e del dibattito pubblico. A livello globale, esclusi gli Stati Uniti, tematiche quali energia, inquinamento, cambiamento climatico e risorse naturali sono al centro dell’interesse nazionale. Persino in Paesi meno industrializzati del nostro.

In Italia il percorso delle strategie ambientali prevede un duplice approccio: migliorare la normativa e introdurre controlli efficaci e moderni da un lato, coinvolgere le politiche industriali a sostegno della green economy e della crescita sostenibile, dall’altro. Un impianto di legislazione ambientale e di agenzie di controllo moderno è fondamentale per la salvaguardia e per il progresso economico, in modo da garantire investimenti, competitività e aumento dei posti di lavoro.

Negli anni scorsi due risultati sono stati acquisiti. Iniziamo dal primo, la Legge sui reati ambientali, disciplina organica sui reati contro l’ambiente che prevede sanzioni per inquinamento ambientale, disastro ambientale, delitti colposi contro l’ambiente, traffico e abbandono di materiale radioattivo. Una legge che poteva sicuramente arrivare prima nel nostro Paese perché avrebbe evitato tragedie enormi, come la Terra dei Fuochi in Campania, l’Ilva di Taranto, i casi eternit, le discariche dei veleni a Bussi sul Tirino, con danni alla salute e all’ambiente.

E poi la definizione del Nuovo sistema nazionale di agenzie per la protezione dell’ambiente, (Snpa) inquadrati nella recente normativa di legge che rafforza l’azione sul territorio. Finalmente anche il settore dei rifiuti sarà regolato da un’Autorità di regolazione indipendente (Arera). Una novità di enorme importanza, perché completa il quadro delle Autorità indipendenti italiane nei servizi pubblici locali e finalmente consente di regolare un settore delicato e strategico in cui si annidano molte distorsioni, da quelle di carattere economico e di trasparenza fino, purtroppo, a quelle malavitose e criminali.

Nell’ambito delle attività di valorizzazione del Capitale Naturale e di contabilità ambientale la linea guida è il Collegato Ambientale. Introduce i primi incentivi al riciclaggio, stabilisce i criteri per la pianificazione sui rifiuti con l’approvazione del Piano nazionale di prevenzione rifiuti e determina i principi del Documento sull’economia circolare. Uno strumento innovativo e l’inizio di una nuova filosofia nazionale, che guarda fuori dai nostri confini. Proprio sul piano internazionale da parte italiana, durante questa legislatura, sono stati siglati importanti accordi per la tutela dell’ambiente. Impegni imprenscindibili come l’Agenda 2030 dell’Onu.

Resta ancora molto da fare per rendere questo Paese “normale”, ovvero uno Stato dove si possano realizzare opere pubbliche, impianti e reti, evitando che tutto possa essere bloccato e rinviato per anni, a causa di procedure complesse e contraddittorie. Anche una forte politica industriale è indispensabile in un Paese privo di risorse naturali e costretto all’importazione ma dove è presente il più importante distretto industriale del riciclaggio in Europa.

Quello che ci aspetta nel 2018 è: recepimento della nuova direttiva rifiuti e del Pacchetto economia circolare; rispetto degli obiettivi energetici ed ambientali al 2020; sfida energetica e rivoluzione del trasporto pubblico locale. Al governo che verrà, viene chiesto di non guardare a Trump, di non imitare un egoistico esempio di moderna inciviltà, ma essere attrezzati e attenti agli aspetti ambientali, compiere in tempi rapidi quelle riforme strutturali necessarie
per mettere in sicurezza il futuro del Paese e del pianeta. In tutto ciò, facciamo maggiore attenzione a quello che buttiamo nei cassonetti e cerchiamo di inquinare il meno possibile, vedrete diventerà un guadagno per tutti.

@degirolamoa

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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