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Il comizio di Salvini davanti la chiesa degli sgomberati

Nello spazio scelto per la manifestazione contro lo ius soli dormono tanti bimbi stranieri. Sarà una giornata ad alta tensione: è previsto anche un presidio di contestazione da parte dei Movimenti per il diritto all’abitare

Salvini a Roma nella piazza dove dormono gli sgomberati: "Una provocazione verso di noi" Circa 40 famiglie dormono da oltre quattro mesi sotto il colonnato della Basilica dei Santi Apostoli a Roma, che si trova nella piazza in cui Matteo Salvini terrà il suo comizio contro lo ius soli. Tecnicamente si trovano in territorio Vaticano e, grazie alla mancata denuncia del parroco, non sono stati sgomberati. Da tempo non hanno notizie da parte del Comune, che ha proposto soluzioni che prevedevano la divisione dei nuclei familiari, un punto su cui gli sgomberati non sono disposti a cedere. Tra di loro ci sono molti stranieri, che vedono nella scelta della piazza da parte di Matteo Salvini una vera e propria provocazione contro di loro. Il Movimento per il diritto all’abitare: “Invitiamo tutti al presidio per sostenerci e alla manifestazione nazionale del 16 dicembre per i diritti di migranti e stranieri” (di Andrea Scutellà)

ROMA. «A Roma non mancano certo le piazze: è una provocazione contro di noi, non c’è altra spiegazione». Sediamo con Claudio su un divano, mentre il piccolo Dominic gioca a saltare al nostro fianco. Sotto il porticato della Basilica dei Santi Apostoli, a due passi da piazza Venezia e dal Campidoglio, ci sono decine di tende, giocattoli, coperte, materassi. E persone: italiani e stranieri, donne e uomini, bambini e adulti, cristiani e musulmani, tutti uniti nella comune percezione del freddo. Sono circa quaranta nuclei familiari che da più di quattro mesi dormono tra le colonne della Basilica, grazie ad un accordo con le istituzioni ecclesiastiche. Oggi subiranno quella che ritengono l’ennesima onta nel “cortile di casa”: un comizio di Matteo Salvini contro lo ius soli, che su Facebook chiama a raccolta il suo popolo al grido di «Prima gli italiani». Convocato domenica 10 dicembre per le 11, mentre alle 9.30 è previsto un sit-in del Movimento per il diritto all’abitare, che ha trasformato lo sgombero in una battaglia politica. Una miscela potenzialmente esplosiva.

Salvini: "L'Italia non è un immenso campo profughi". Il leader di quella che fu la “Lega Nord” oggi cerca consensi non solo al Sud e nell’odiata Capitale, ma anche nell’altro schieramento politico. «Io penso che sia sempre meno sensata la distinzione tra destra e sinistra - ha dichiarato ieri Salvini -, ormai la differenza è tra chi difende il proprio Paese e chi invece è servo della globalizzazione, delle direttive europee e dell’immigrazione fuori controllo». Concetti simili a quelli espressi dai comunicati della galassia dell’ultra-destra: la «sostituzione etnica» evocata Forza Nuova o «l’invasione» paventata dal Veneto Fronte Skinhead. Il bersaglio principale del comizio sarà lo ius soli temperato e lo ius culturae, legge che permetterebbe ai figli degli stranieri nati in Italia da genitori regolarmente soggiornanti o che nel Belpaese hanno frequentato almeno cinque anni di scuola, di diventare cittadini prima dei 18 anni. «Grazie alle battaglie della Lega - ha spiegato Salvini - in Parlamento e fuori abbiamo bloccato una legge ingiusta, visto che sia gli italiani che gli immigrati regolari hanno bisogno di più sicurezza, più lavoro e meno tasse. C’è qualcuno che pensa che l’Italia debba essere un immenso campo profughi dove la gente lavora per tre euro l’ora e la Lega pensa a un’Italia dove prima vengono gli italiani».

Gli sgomberati: "Noi ci sosteniamo a vicenda". Un discorso che per gli sfrattati che dormono sotto il colonnato, uniti nella disgrazia, ha poco senso. «Noi che viviamo qui - spiega il marocchino Abdul - abbiamo religioni diverse e veniamo da Paesi diversi, ma ci sosteniamo a vicenda. Io sono in Italia da 16 anni, avrei potuto chiedere la cittadinanza ma non l’ho fatto, anche se mi sento italiano». Abdul e la sua famiglia hanno avuto un anno travagliato, in cui hanno subito due sgomberi. «Due anni fa ho perso il lavoro - spiega - e non posso pagare l’affitto. Per fortuna mia moglie lavora, ma è precaria. Dalle istituzioni non ho ricevuto mai alcuna soluzione alternativa, fanno il gioco delle tre scimmie. Quando ci hanno buttato fuori dal palazzo di via Quintavalle, nessuno si è fatto vivo. Solo dopo un mese che abbiamo occupato questo spazio si è presentata l’assessora al Sociale Laura Baldassare, ma voleva dividere le famiglie e non abbiamo accettato». Gli sgomberati sono accampati sotto al portico anche grazie all’appoggio del parroco di Santi Apostoli, che ha già scritto una lettera al Comune incentrati sui bisogni dei senza casa. Loro, in cambio, hanno promesso di lasciare il colonnato davanti ad una degna alternativa. La Basilica è formalmente territorio Vaticano, che non può essere sgomberato senza il via libera delle autorità ecclesiastiche (a meno di clamorose emergenze).

C'era anche una donna incinta. Nel frattempo la vita continua a scorrere. Nell’androne è rimasta per nove mesi anche una donna incinta che ha recentemente partorito. Suo figlio, al contrario di lei, è ancora accampato insieme agli altri. «Lo vedi - racconta Claudio del Movimento per il diritto all’abitare, mentre indica una signora anziana - quella donna fu l’unica che accettò di andare nei centri comunali. Perché non aveva capito bene di cosa si trattava. La sera stessa è scappata. Ci ha detto che voleva tornare con la sua famiglia, con noi». Oggi incontrerà Matteo Salvini, che ha chiuso la discussione sulla scelta della piazza con un «faccio le manifestazioni dove ci autorizzano a farle». Parole di fronte a cui Claudio sorride. «In questo caso o sei un cretino - spiega -, che non si accorge delle situazioni, o un gran furbacchione. Noi oggi saremo in piazza per contrastare Salvini e il 16 dicembre ci sarà una manifestazione nazionale per i diritti di italiani e stranieri a Roma».

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