Quotidiani locali

Brexit, adesso c'è da rilanciare economia e moneta unica

La Commissione ha presentato le sue proposte per completare l’Unione economica e monetaria, in parte anticipate da Juncker nel discorso sullo stato dell’Unione al Parlamento Europeo. Un pacchetto da realizzare in parte entro il 2019 e da completare entro il 2025. Su alcuni temi la Commissione ha formulato delle proposte legislative, iniziando un iter decisionale. Su altre ha fatto delle comunicazioni, avviando un dibattito. Fornire un unico quadro complessivo mira a rafforzare le proposte più avanzate.

Una proposta legislativa riguarda l’evoluzione del Meccanismo Europeo di Stabilità in un Fondo Monetario Europeo, che fungerebbe da backstop del meccanismo europeo di risoluzione delle crisi bancarie, completando l’unione bancaria. Un’altra incorpora il Fiscal Compact nella normativa Ue, ma lo tempera con la flessibilità prevista nel Patto di Stabilità e Crescita come definita nella comunicazione della Commissione del gennaio 2015, grazie alla quale l’Italia ha beneficiato di molta flessibilità (spingendo alcuni Paesi ad accusare la Commissione di lassismo nel controllo sui conti). Altre proposte mirano a creare nel quadro del bilancio dell’Ue una sorta di bilancio dell’Eurozona composto da vari fondi con funzioni specifiche, tra cui uno per finanziare le riforme strutturali considerate prioritarie nelle raccomandazioni specifiche per ciascun Paese, che la Commissione redige nel quadro del semestre europeo di coordinamento delle politiche economiche.

Le comunicazioni riguardano aspetti più controversi, ma non meno cruciali. Come un fondo per la stabilizzazione, che anche in caso di crisi assicuri nei Paesi colpiti il mantenimento dei livelli di investimenti – quelli crollati dopo la crisi del 2008, specialmente in Paesi con un alto debito pubblico come l’Italia o la Grecia, impedendo una rapida ripresa – e contribuisca ad affrontare le crisi mediante alcuni stabilizzatori automatici europei, come ad esempio un sostegno europeo ai disoccupati. Un fondo per sostenere i processi di convergenza ed adesione all’euro da parte dei Paesi dell’Ue ancora fuori dall’Eurozona. Inoltre, prevede la possibilità di creare dei titoli europei, sebbene non formuli proposte specifiche al riguardo. Infine la creazione di un ministro europeo dell’Economia e delle Finanze – responsabile di fronte al Parlamento europeo – che sia anche vice-presidente della Commissione, presidente dell’Eurogruppo (la riunione dei ministri dell’Economia e delle Finanze dei Paesi membri dell’area Euro) e del Fondo Monetario Europeo, gestisca i vari fondi che comporranno il bilancio dell’Eurozona, e sia responsabile del monitoraggio dei conti pubblici degli Stati membri nel quadro del semestre europeo.

Le Commissione cerca di migliorare le soluzioni, parziali e inadeguate, accettate finora dai governi contro la crisi. Mira ad una sorta di governo europeo dell’economia a sostegno della crescita e dell’occupazione. Le proposte hanno dei limiti in vari casi – una struttura decisionale intergovernativa per il Fondo Monetario Europeo; la dimensione inadeguata del bilancio europeo (0,9% del Pil) continua a non essere messa in discussione almeno fino al 2020; manca una proposta dettagliata su come creare una capacità fiscale e di prestito europea – ma vanno nella direzione giusta, si possono realizzare a trattati vigenti, sono tecnicamente dettagliate e pronte all’uso.

Aprono la via verso la rifondazione dell’Ue chiesta da Macron – e ora anche da Schulz in Germania, che ne ha fatto il tema chiave nelle trattative per formare un governo – che può modificare radicalmente le prospettive degli europei. Invece il dibattito italiano resta prigioniero del suo provincialismo
e dei suoi personalismi, mentre le elezioni serviranno soprattutto a definire la risposta e il contributo italiano a questo grande processo di riforma dell’Unione, da cui il nostro futuro dipende più che da qualsiasi altra cosa.

@RobertoCastaldi

©RIPRODUZIONE RISERVATA

TrovaRistorante

a Venezia Tutti i ristoranti »

Il mio libro

PER GLI SCRITTORI UN'OPPORTUNITA' IN PIU'

La novità: vendi il tuo libro su Amazon