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Flynn confessa sul Russiagate: "Ho mentito all'Fbi". Ora Trump trema

Svolta nell'inchiesta sui contatti tra l'ex consigliere del presidente Usa e l'ambasciatore russo Sergei Kislyak. Flynn si è detto pronto a testimoniare contro il capo della Casa Bianca

ROMA. È stato una sorta di regalo di Natale per Robert Mueller, il procuratore speciale che sta indagando sul Russiagate. L’ex consigliere per la sicurezza nazionale del presidente Donald Trump ieri in tribunale ha ammesso di avere mentito all’Fbi sui suoi contatti con i russi. Ma la Casa Bianca teme ora che Michael Flynn faccia rivelazioni dannose per il presidente. L’ex generale ha patteggiato infatti una sentenza ridotta in cambio della sua collaborazione nell’inchiesta.

Russiagate, Rampini: "Flynn chiama in causa Trump, cerchio si stringe attorno al presidente" L'ex consigliere per la sicurezza nazionale, Michael Flynn, si dichiara colpevole di aver mentito all'Fbi e sarebbe pronto a testimoniare contro Donald Trump, dichiarando di essere stato mandato dai russi dal presidente americano. "Il cerchio si sta stringendo e l’indagine arriva sempre più vicina alla Casa Bianca". Il commento di Federico Rampini

Significa che il rischio di un impeachment si fa più forte? È prematuro concludere che si è trattato di collusione, ma il cerchio si stringe così sempre più intorno al presidente Usa tanto che la Casa Bianca ha preso le distanze da Flynn. L’avvocato di Trump è arrivato perfino a dire che l’ex generale era un uomo di Obama. È vero che aveva servito nella sua amministrazione, ma era stato allontanato e prima dell’Inauguration Obama aveva avvertito Trump di non fidarsi di Flynn. Il Tycoon invece lo aveva nominato a capo del Consiglio per la Sicurezza Nazionale.

«Le azioni di cui ho preso atto oggi in tribunale erano sbagliate e mi sto impegnando ora per correggere gli errori che ho fatto», ha affermato il generale Flynn in un comunicato ufficiale che è esploso nel mondo politico americano come una bomba. «La mia ammissione di colpa e accordo a cooperare con l’ufficio del procuratore speciale è una decisione che ho preso nell’interesse della mia famiglia e del mio Paese», ha proseguito l’ex consigliere per la sicurezza nazionale accettando piena responsabilità per il suo operato.
Flynn aveva negato di avere parlato con uomini vicini al Cremlino. Ma l’evidenza dei fatti lo aveva contraddetto.

C’erano stati incontri con l’allora ambasciatore russo Sergey Kislyak. «Niente di importante tanto che non avevo riferito niente al team Trump», aveva mentito Flynn. Ma l’inchiesta di Mueller aveva determinato invece che in discussione con l’alto diplomatico russo era la promessa che Trump una volta diventato presidente avrebbe sollevato le sanzioni economiche contro Mosca. Bugie anche sui colloqui relativi a Israele. Dietro le quinte il generale aveva patteggiato il voto russo all’Onu sugli insediamenti israeliani nei territori occupati. Quello che fa tremare la Casa Bianca è che cosa l’ex consigliere per la sicurezza nazionale rivelerà a Mueller nei prossimi mesi. Implicherà Donald Trump Junior? Metterà nei guai il genero Jared Kushner? O arriverà a far cadere il Tycoon?


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