Quotidiani locali

Cop23 chiude senza picchi. Il clima in mano ai potenti

L’analisi

Il testimone della conferenza internazionale sul clima Cop23 passa dalla tedesca Bonn alla polacca Katowice – che organizzerà la 24esima conferenza Onu sul clima nel dicembre 2018 – senza però trascinarsi dietro scossoni particolari. L’accordo di Parigi, Cop 21, viene ancora una volta confermato, ma senza che siano stati fatti significativi passi avanti.

Il momento topico di Cop23 – i principali leader mondiali, presenti tutti assieme sul palco assieme al dodicenne figiano Maulusala, che ha fatto un appello ai presenti perché facciano qualcosa di concreto dopo che il suo villaggio è stato spazzato via da un ciclone – non basta a offuscare le grandi verità di Bonn: rinviati al prossimo anno a Katowice i tentativi di rendere ancora più stringenti gli accordi di Parigi per contenere il global warming sotto i 2 gradi centigradi, e Stati Uniti sempre più assenti, rinchiusi nelle politiche negazioniste del suo presidente, Donald Trump.

L’Amministrazione Usa è stata presente al vertice solo con una delegazione inviata per «proteggere gli interessi americani», queste le testuali parole, spingendosi sino a organizzare un incontro, a margine dei negoziati, per promuovere il ruolo dei combustibili fossili.

Al vertice in Germania si è persa la storica leadership diplomatica americana. «La posizione degli Stati Uniti ha un’influenza sui paesi sviluppati e questo ha conseguenza per il posizionamento dei grandi Paesi in via di sviluppo», ha affermato Malian Seyni Nafo, leader del gruppo dei Paesi africani. Il Tycoon americano continua a snobbare gli accordi presi dal suo predecessore Barack Obama a Parigi, insiste nel dichiarare di volersi ritirare con effetto immediato – pur sapendo bene che una clausola gli impedisce di farlo prima del 2020 – da quanto definito dal suo Paese nel 2015. Trump persiste nel definire il cambiamento climatico una bufala, sostenuto dalle potenti lobby anti-ambientaliste.

Tuttavia, sarebbe riduttivo circoscrivere alle intenzioni americane l’immobilismo di Cop23, soprattutto alla luce del fatto che sono addirittura 20 i Paesi, tra i 197 che nel 1994 sottoscrissero la prima Convenzione Onu sul clima, che ancora devono ratificare l’accordo di Parigi. Su tutti la Russia, oltre a Turchia, Colombia, Iran e Iraq e numerose nazioni africani. In questo contesto, sinora non sono riuscite a fare breccia neppure le parole di papa Francesco, da sempre molto attento ai temi ambientali come dimostra l’enciclica “Laudato si’” del 2015.

Il Pontefice ha inviato un proprio messaggio a Cop23, invitando i Paesi a non cadere in quattro atteggiamenti da lui giudicati “perversi”: negazione, indifferenza, rassegnazione e fiducia in soluzioni inadeguate. Un monito che tuttavia per adesso non ha avuto l’effetto sperato.

A Bonn, Cop23 ha mantenuto l’accordo di Parigi, ratificato il 4 novembre 2016 e che entrerà in vigore nel 2020, ma ancora tanto dal punto di vista tecnico e politico rimane da fare. Il tempo continua a scorrere, i tragici eventi meteorologici continuano purtroppo a susseguirsi e dunque occorre accelerare la presa degli impegni in agenda per applicare gli obiettivi definiti a Parigi e confermati poi a Marrakech lo scorso anno in materia di riduzione dell’aumento della temperatura media del globo.

La discussione ancora una volta si concentrerà tra chi sostiene che la riduzione della temperatura è possibile se si esce dall’uso dei combustibili fossili e chi invece crede in un maggiore uso del nucleare e di tecnologie più efficienti e pulite rispetto al consueto ricorso a petrolio, gas e carbone.

La palla ora passa a Katowice, dove si spera possa essere fatto qualcosa in più, anche se per alcuni protagonisti dell’accordo di Parigi come Laurence Tubiana, l’economista francese che a Cop21 rappresentò la Francia ai negoziati, si sono registrati progressi.

La sensazione però è che la strada sia ancora molto lunga, e che dalle parole occorra passare alla concretezza dei fatti per non avere in Polonia un altro Maulusala a raccontare la sua triste storia.

@degirolamoa

©RIPRODUZIONE RISERVATA
 

TrovaRistorante

a Venezia Tutti i ristoranti »

Il mio libro

CLASSICI E NUOVI LIBRI DA SCOPRIRE

Libri da leggere, a ciascuno la sua lista