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Conosci l'italiano. Da share a tronista, il linguaggio della tv di cui abusiamo: i sintomi in 3 punti

Conosci l'italiano. Da share a tronista, il linguaggio della tv di cui abusiamo: i sintomi in 3 punti

"Giornali, radio e tv: la lingua dei media" è il titolo dell'ottavo volume in uscita con il nostro giornale e con tutti i quotidiani del Gruppo Gedi della collana sulla lingua italiana realizzata in collaborazione con l'Accademia della Crusca

L'italiano, conoscere e usare una lingua formidabile: la collana in edicola

Bucare lo schermo, fare zapping, prima e seconda serata, e il Gabibbo, e lo share, e restate con noi… : che cosa sta succedendo all’italiano, per colpa della tv? E siamo noi che parliamo come quelli della televisione, oppure sono quelli della televisione che parlano come noi? Di sicuro c’è che l’italiano dei programmi che guardiamo combacia sempre più con l’italiano che usiamo tutti i giorni. Ed ecco allora, elencati in tre punti, i sintomi più evidenti del fatto che la nostra lingua, sempre meno ricca e puntigliosa, sta diventando a tutti gli effetti una lingua televisiva.

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  1. Tronista

Diciamo tronista anche se non siamo da Maria De Filippi. Concepito come ruolo televisivo nel programma Uomini e donne, il tronista (ma c’è anche la tronista) dovrebbe essere un ragazzo che, seduto su un trono, così come previsto dal celebre format della De Filippi, e facendosi corteggiare, puntata dopo puntata, da una nutrita schiera di agguerrite pretendenti, mira a trovare, in televisione, l’amore della sua vita. E invece oggi si tende a definire tronista qualunque ragazzo, o ragazza, di bella presenza che incarni, nel look, e nello stile di vita, quel prototipo umano reso popolarissimo dalla trasmissione di Canale 5.

  1. Aiutino

Vogliamo tutti un aiutino, anche se un aiuto sarebbe meglio. Le (seguitissime) trasmissioni televisive a premi ci hanno insegnato a chiamarlo così, aiutino, e anche la Treccani lo definisce, con accuratezza, un piccolo suggerimento offerto dal presentatore al concorrente in difficoltà. Il risultato è che ormai, da qualche anno a questa parte, il diminutivo dilaga ovunque, tanto che, perfino al supermercato, ci scappa di chiedere un aiutino al commesso, se ci serve di sapere dove stanno le uova.

  1. È tutto straordinario, anche l’ordinario

Fra i vizi più comuni della lingua adoperata dalla tv, c’è di certo quello di esagerare. I palinsesti televisivi sono zeppi di prefissi come super-, iper-, stra-, mega-, e aggettivi enfatici come incredibile, fantastico, meraviglioso, eccezionale, magnifico. Per non parlare degli avverbi e delle forme di affermazione e negazione enfatizzate, come davvero, assolutamente, assolutamente sì/no. All’italiano, in pratica, sta accadendo quel che capita al pastorello che, nella favola che tutti conosciamo, grida Al lupo! Al lupo! Perché se ogni contenuto viene annunciato come straordinario, che parola useremo quella volta che avremo da raccontare qualcosa di straordinario veramente?

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