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CALCIO: LA GRANDE PAURA

Azzurri, primo round per evitare l’inferno

Stasera l’andata in Svezia, Ventura: «Fondamentale far gol»

I tempi cambiano. Dieci anni fa eravamo campioni del mondo in carica e uno spareggio come quello di stasera con la Svezia sarebbe stato una formalità, non l’apocalisse preconizzata dal presidente federale Carlo Tavecchio. Dieci mesi fa se Simone Zaza si fosse fermato, come è successo ieri nella rifinitura a Coverciano (per il riacutizzarsi di un problema al ginocchio sinistro), la patria pallonara non si sarebbe strappata i capelli, tanto c’erano già un Andrea Belotti che segnava a raffica e un Lorenzo Insigne sempre più in versione “Il Magnifico” con il Napoli: oggi il primo è solo un’alternativa (accanto a Ciro Immobile) nel caso Zaza non ce la facesse, il secondo finirà in panchina, sacrificato sull’altare della tattica e di un modulo che non digerisce, il 3-5-2.

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Nel doppio spareggio non c’è in ballo solo una qualificazione al Mondiale che non falliamo da 60 anni, c’è tutto il sistema pallone. Con un’aggravante: quelli che ci hanno portato fino a qui hanno già detto che se dovesse andar male non se ne andranno. Peggio dell’orchestra del Titanic, questi sarebbero capaci di suonare anche sott’acqua



I tempi cambiano, sembra di essere tornati al 1958, quando non andammo ai Mondiali, cambiano come il calcio, dove l’Italia non detta più legge come succedeva ai tempi del Gre-No-Li, il tridente svedese del Milan composto da Gunnar Gren, Gunnar Nordahl e Nils Liedholm, le cui maglie restano appese nel bistrot fuori dall’impianto di Solna, dove questa sera suonerà il gong del primo round dei play-off per andare ai Mondiali di Russia 2018. Si chiama Friends Arena, lo stadio degli amici. Quelli di vecchia data, da Ibrahimovic agli “stagionati” Brolin e Stromberg, tutti transitati per il nostro campionato, hanno già avvertito gli azzurri: «Non sarà facile».

Gian Piero Ventura ha viaggiato ieri sulla stessa lunghezza d’onda: «C’è la voglia di fare, di andare ai Mondiali. C’è grande convinzione che ci andremo, ma abbiamo grandissimo rispetto della Svezia», ha raccontato ieri il commissario tecnico con accanto Gianluigi Buffon, uno dei grandi vecchi, uno di quelli che gli ha consigliato – si dice – di ritornare sulla strada della difesa a tre che è poi quella della Juventus delle due finali Champions negli ultimi tre anni, sintonizzata sul “canale” della Bbc: Barzagli, Bonucci e Chiellini. «Gioco per raggiungere traguardi come questo, il Mondiale, il mio sesto: se ci riesco sarà una grande gioia, all’ipotesi contraria non penso nemmeno», ha aggiunto il portiere e capitano azzurro prima di affrontare l’argomento pressione, quella che la Svezia non sembra avere. O almeno, è molto più bassa delle “atmosfere” pompate nelle ultime settimane nella testa dell’Italia. «Ma io non farei cambio. È normale che loro si avvicinino a questo evento con questo entusiasmo e leggerezza perché c’è una storia diversa fra le due nazionali, credo però che determinati giocatori di questa Nazionale abbiano bisogno e trovino giovamento nel sentire pressione. Tutte e due le squadre si troveranno nella condizione migliore per poter centrare l’obiettivo, noi con un po’ più di pressione e loro con un po’ più di leggerezza».

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Il ct si è dedicato anche alla tattica. Se infatti la diga difensiva davanti a Buffon è già stata tracciata, il capitolo Zaza è determinante in attacco: «Ha avuto un piccolo problema, ma non disperiamo. Se sta bene gioca, altrimenti cercheremo di recuperarlo per lunedì», ha spiegato Ventura con parole che dettano un indizio. Un attaccante come l’ex juventino, vice Pichichi nella Liga (alle spalle del capocannoniere Messi) con la maglia del Valencia, serve eccome, ora che ha ritrovato la strada del gol. L’alternativa? Eder, ma soprattutto Belotti: «Sta decisamente meglio, non era al massimo della condizione ma ha lavorato e se c’è bisogno di lui penso possa dare il suo contributo», ha concluso il tecnico che stasera non potrà contare per un affaticamento muscolare su Spinazzola sulla fascia sinistra (al suo posto Darmian), mentre a destra ci sarà regolarmente l’interista Candreva per completare una mediana che ruoterà attorno a Parolo, Verratti e De Rossi.

Il signor Çakir, l’arbitro turco che dirigerà la gara, non potrà contare invece su Var e Goal line technology. Stranezze della Fifa con un Mondiale in ballo.

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