Quotidiani locali

Ostia, giornalista pestato dal “tifoso” di Casapound

Il fratello del boss Spada rompe il setto nasale all’inviato Rai di “Nemo”. Condanna unanime del mondo politico. Il filmato alla procura Antimafia

Voto Ostia, Roberto Spada aggredisce inviato di Nemo Daniele Piervincenzi, inviato del programma di Rai2 Nemo, è stato colpito al volto con una violenta testata da Roberto Spada, titolare di una palestra e fratello del boss Carmine, condannato a 10 anni di carcere. Piervincenzi, che stava incalzando Spada sul suo "endorsement" per il candidato di Casapound Luca Marsella, ha riportato la frattura del setto nasale ed è stato sottoposto a un intervento d'urgenza. Durante l'aggressione, Spada ha utilizzato anche una mazza con la quale ha colpito anche l'operatore della troupe. Sul suo profilo Facebook, Spada ha poi riportato la sua versione dei fattiVideo da Nemo - Rai2

ROMA. Lo ha colpito al volto con una testata che gli ha spaccato il naso, poi l’ha inseguito con un manganello colpendolo più volte. È così che Roberto Spada, titolare di una palestra a Ostia e fratello di Carmine, boss di Ostia condannato a dieci anni di reclusone con l’aggravante del metodo mafioso, ha “liquidato” il giornalista Rai di “Nemo nessuno escluso”, Daniele Piervincenzi che lo stava interpellando a proposito del suo sostegno al candidato di Casapound, Luca Marsella. La furia di Spada ha coinvolto anche l’operatore Rai che però è riuscito a riprendere tutta la scena, ora acquisita dai carabinieri. Sulla vicenda è stata subito avviata un’inchiesta da parte della procura di Roma. Sarà la Direzione antimafia ad occuparsene.
Ostia, il giornalista aggredito: "Non è un naso rotto a fermarci" "Non è un naso rotto che ci può fermare": lo ha detto Daniele Piervincenzi, reporter della trasmissione di Rai2 "Nemo", aggredito da Roberto Spada durante un servizio a Ostia. Piervincenzi è stato ricevuto a viale Mazzini dal direttore generale della Rai Mario Orfeo che ha voluto sincerarsi delle sue condizioni di salute."Certo siamo scossi, sia io che Edoardo Anselmi - ha aggiunto il reporter - Lui ha coraggiosamente difeso il girato della telecamera durante l'aggressione, gliene sono grato. Entrambi continueremo a fare il nostro lavoro con la stessa dedizione di prima"

«Mi ha picchiato perché facevo delle domande, non ho spaventato nessuno sono io quello spaventato», racconta Piervincenzi dopo un’operazione in anestesia generale per ricostruirgli il setto nasale. «Se chiede perdono, io sono pronto a perdonarlo, ma dovrebbe chiedere perdono a Ostia dove l’alto tasso di criminalità e i clan hanno rovinato il tessuto sociale di un luogo bellissimo», aggiunge Piervincenzi. Ma Roberto Spada a chiedere perdono non ci pensa affatto. «Io comprendo e rispetto il lavoro di tutti – la difesa di Spada in un post su Facebook poi rimosso – negli ultimi 10 giorni sono venuti almeno 30 giornalisti a “scoglionare” ... la pazienza ha un limite», scrive l’esponente del clan. La pagina, prima di essere rimossa, è stata subissata da commenti di condanna, ma anche da molti commenti favorevoli del tipo “quando ce vo ce vo”, o “bravo Roberto a bastonare i giornalisti”. Quanto a Casapound, reduce dal successo delle elezioni che a Ostia hanno premiato il movimento neofascista con il 9%, il vicepresidente Di Stefano prova a prendere le distanze. «Ci vuole poco a fare chiarezza Roberto Spada non è un esponente di Casapound», dice cercando di minimizzare la foto che ritrae Spada con Luca Marsella il candidato di Ostia come uno scatto fatto 18 mesi fa a una festa di bambini. «Non rispondiamo delle sue azioni e la violenza è sempre deprecabile», aggiunge. Peccato che Marsella martedì avesse scritto su Fb un post contro i giornalisti. «Quando si accorgeranno che le loro ingiurie non funzionano e che più parlano di Casapound più prediamo voti saremo già in Parlamento a prendere a calci i traditori della Patria».

Saviano: "Ostia è diventata come Corleone e Scampia, territorio dei clan" "La storia che lega il fascismo al crimine viene da lontano: dalle denunce di Giacomo Matteotti contro i 'signorotti' fuori dai seggi elettorali fino alla Banda della Magliana...". Così Roberto Saviano dopo l'aggressione all'inviato Rai Daniele Piervincenzi, attaccato da Roberto Spada per le sue domande sui legami con Marsella, candidato di CasaPound. "Ormai Ostia è diventata come Corleone, come Scampìa: territorio dominio dei clan. E lo stato italiano ha responsabilità enormi per questo"


«Fascismo e mafia a Ostia hanno trovato la loro felice sintesi, attraverso una violenza raccapriccianti nei confronti di chi fa informazione», dice Arturo Scotto di Mdp. A Pierviencenzi e Anselmi telefona anche Paolo Gentiloni. « A Daniele ed Edoardo vittime di un’ignobile violenza un abbraccio e gli auguri di pronta guarigione. Un giornalismo forte e autorevole è un presidio democratico fondamentale per tutti noi», scrive su Twitter Pietro Grasso. Fnsi e UsigRai sottolineano che «Ostia non è non può essere terra di nessuno, anche lì istituzioni e forze dell’ordine devono garantire ai giornalisti di poter lavorare in tranquillità nell’interesse dei cittadini di essere informati», avvertono.

Ostia non è e non sarà la «terra di nessun», replica il ministro dell’Interno, Marco Minniti, assicurando che le forze dell’ordine sono impegnate perché questo non accada. Per Matteo Renzi quando successo a Ostia è un atto «dal terribile valore simbolico, al quale lo Stato deve rispondere con la forza del diritto, riaffermando la legalità e il controllo del territorio». «È un episodio gravissimo che non deve restare impunito», dice anche Roberto Fico del Movimento 5Stelle. Sabato fiaccolata a Osta contro la violenza.

©RIPRODUZIONE RISERVATA
 

TrovaRistorante

a Venezia Tutti i ristoranti »

Il mio libro

CLASSICI E NUOVI LIBRI DA SCOPRIRE

Libri da leggere, a ciascuno la sua lista