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CALCIO: CATTIVA DOMENICA 

Se Davide al massimo può impaurire Golia

La “quasi” impresa d’altri tempi del Benevento apre un ulteriore squarcio su un campionato senza equilibrio e sulla prossima partita dei diritti tv con un’ampia differenze fra le offerte probabili dei network e le aspettative boriose dei presidenti della Serie A. E all’orizzonte lo spareggione della Nazionale per andare al Mondiale. In caso di insuccesso...

Sì, di questi tempi al massimo può capitare che Davide s’illuda di battere Golia mettendosi avanti con il gol della bandiera. E in quei momenti in cui l’impossibile fa solo capolino e con le maglie vintage che la Juventus indossa per celebrare i 120 anni di una grande storia, è troppo forte la tentazione dell’ultimo tocco. Un clic sul telecomando e via il colore. Accade quando in testa al profilo adunco di Giorgione Chiellini applicano un bendaggio da ferito di guerra, e l’effetto è quello della foto: sembra di essere negli anni Settanta. Così il gol del beneventano Amato Ciciretti (anche il nome è d’antan) per un po’ è come quello del catanzarese Angelo Mammì del 30 gennaio 1972, che regalò ai calabresi la prima vittoria di un campionato chiuso con la retrocessione e la gloria di quella favola.

Stavolta però il Golia bianconero fa due gol e il Benevento prosegue nella sua leggenda al rovescio di 12 sconfitte su 12, record europeo con promessa di far peggio. E così, rimesso il colore sullo schermo, eccoci di nuovo a far di conto su una classifica che ci regala ancora cinque squadre dominanti, nonostante il doppio pari di Napoli e Inter. A poco meno di un terzo del cammino le prime sei hanno quasi 20 punti in più di tutte le altre messe insieme, la quota salvezza è a 25 punti. È anche per questo che la resistenza beneventana di fronte ai campioni d’Italia sembrava molto più che un “clamoroso allo Juve Stadium”.

Vero, il fascino del calcio passa anche da momenti così ma le cifre sono impietose. I punti lasciati da Inter e Napoli aprono speranze di maggiore pathos ma il prodotto è troppo scontato per essere appetibile. I diritti tv del prossimo anno non sono stati ancora venduti. La minaccia di un canale della Lega è fuffa allo stato puro, Sky e Mediaset insieme possono arrivare a 750 milioni, ne mancano 250 per raggiungere la soglia boriosa dei 1000 milioni teorizzata dai presidenti. Non siamo ancora all’orchestra che suona sul Titanic, ma all’orizzonte l’iceberg c’è: si chiama spareggio Italia-Svezia. Il rischio di piombare davvero nel bianco e nero è enorme in caso di ko. Ma anche scampando al peggio una riflessione più ampia sarebbe doverosa. Sarebbe, ma sappiamo già che non la faranno.

twitter: @s_tamburini

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