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Sicilia, testa a testa tra Musumeci e Cancelleri 

Gli exit poll danno il candidato del centrodestra in vantaggio, tallonato da quello dei Cinquestelle. Micari sarebbe terzo con il 16-20%, Fava si fermerebbe al 9-13%

Elezioni Sicilia, Bindi: "Impresentabili in lista? Troppo poche 48 ore per scovarli" La presidente della Commissione parlamentare antimafia, Rosy Bindi, ha partecipato a un dibattito sul nuovo Codice antimafia a Milano. A margine dell'incontro al circolo Pd di via Astesani ha espresso il suo parere sui presunti impresentabili presenti nelle liste dei candidati alle elezioni regionali in Sicilia. "Non abbiamo avuto il tempo per fare tutte le verifiche perché 48 ore, in assenza di banche dati, sono troppo poche". E riguardo alla richiesta di scuse avanzata dalla moglie di Clemente Mastella, Sandra Lonardo, per essere stata inserita da Bindi nella lista degli impresentabili nella tornata amministrativa del 2015, la presidente della Commissione antimafia ha replicato: "Perché dovrei scusarmi? Io dimettermi? Se ne dicono tante".di Francesco Gilioli

ROMA. Gli exit poll danno in testa Nello Musumeci (centrodestra) con una percentuale tra il 36 e il 40,5% ma Giancarlo Cancelleri lo tallona con una forchetta che va dal 33 al 37,5%. E la partita si conferma a due tra il centrodestra e il M5S che esce dal voto siciliano come una forza oltre il 30 per cento. Tra il 30 e il 34 per i sondaggi. Tre volte oltre Forza Italia che potrebbe avere avuto tra il 12 e il 15%. Chi ha vinto lo sapremo solo questa mattina a partire dalle 8, quando finalmente comincerà lo spoglio reale delle schede. Ma se gli exit poll presentati ieri sera da Enrico Mentana saranno confermati il voto siciliano presenta diverse sorprese. A partire dal risultato del candidato del Pd, Fabrizio Micari. Il rettore di Palermo, lasciato praticamente solo da Matteo Renzi per tutta la campagna elettorale, avrebbe preso tra il 16 e il 20%. Il Pd sarebbe tra il 9 e il 13% ma Claudio Fava, sostenuto da Mdp, Possibile, Sinistra italiana si sarebbe fermato ben al di sotto di Micari, tra il 6 e il 10%. Niente sorpasso a sinistra. Malgrado il tracollo del Pd dato tra il 9 e il 13. La lista Cento passi è accreditata tra il 5 e il 8, avrebbe quindi superato la soglia di sbarramento, fissata nell’Isola al 5. Dallo staff di Musumeci si lascia trapelare un «cauto ottimismo». Cancelleri invece ha fatto sapere che non parlerà fino a domani.

Regionali Sicilia, da Musumeci a Micari: i candidati al voto I candidati presidenti alla Regione Siciliana hanno votato. Nello Musumeci, espressione del centrodestra, ha votato a Militello Val di Catania, Fabrizio Micari del centrosinistra è andato in una scuola di Palermo, come il candidato indipendentista La Rosa. Il leader dei 5stelle Giancarlo Cancelleri, invece, ha votato a Caltanissetta. Nel pomeriggio a Gravina di Catania andrà alle urne pure Claudio Fava, candidato della sinistraVideo di Giorgio Ruta

Affluenza ancora in calo in Sicilia. Il partito del non voto potrebbe superare di qualche punto quota 52,53%, la percentuale di non votanti del 2012, quando fu eletto Rosario Crocetta. Alle 19 si sono recati alle urne il 36,39% di elettori, ovvero 1.696.204 dei 4 milioni e mezzo iscritti nelle liste. Caduto dunque nel vuoto l’appello di Grillo che aveva chiesto soprattutto ai giovani di non astenersi per scegliere tra il vecchio mondo e il nuovo, i 5 stelle che in Sicilia si presentano con Giancarlo Cancelleri. La più bassa affluenza si è registrata a Enna, la città più virtuosa è Messina con il 40%. Lo spoglio comincerà solo questa mattina alle 8. Ma, dopo l’allarme lanciato da Sinistra Italiana per possibili sbrogli notturni il ministro dell’Interno ha allertato con una circolare la Prefettura dell’Isola, sollecitandola a «elevare al massimo la cornice di sicurezza», con particolare attenzione «ai più delicati del voto e dello scrutinio dove più spesso si verificano irregolarità». E la falla, come sottolineato alla vigilia dal deputato di Si, Palazzuolo, potrebbe essere soprattutto nei seggi elettorali di periferia. Dove qualche manina, non soddisfatta per gli exit poll e per le proiezioni virtuali successiva, potrebbe essere tentato di modificare l’esito del voto.
 
Regionali Sicilia, il presidente Mattarella vota a Palermo Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella si è recato a votare per le elezioni regionali siciliane. Il capo dello Stato ha espresso la sua preferenza alla scuola Piazzi di Palermo, alle 10.45Video di Giorgio Ruta

A Palermo dopo l’apertura dei seggi ha votato Sergio Mattarella poi rientrato a Roma. La scarsa affluenza potrebbe avere favorito Nello Musumeci, il candidato di tutto il centrodestra che in Sicilia, al netto delle distanze siderali che restano tra Silvio Berlusconi, Matteo Salvini e Giorgia Meloni, ha fatto la campagna elettorale per lui. Vedremo poi, quanto si conteranno i voti di lista, se Fi, Lega e Fratelli d’Italia manterranno la stessa compattezza. Perché al di là di chi sarà il prossimo presidente dell’Assemblea regionale, perché in Sicilia si elegge, è possibile che nessuno avrà la maggioranza per governare. Probabile si sperimenteranno forme inedite di alleanze. Del resto già durante la campagna elettorale Matteo Salvini si è tenuto molto lontano dagli attacchi al Movimento 5Stelle che ha sferrato Silvio Berlusconi. E all’inizio della campagna elettorale anche tra Cancelleri e Claudio Fava non sono mancati attestati di stima. Cancelleri ha confermato che i pentastellati non fanno alleanze con altri ma ha chiarito che in caso di vittoria presenterà un programma. Da vedere se Angelino Alfano che ha in Sicilia il suo bacino elettorale supererà la soglia di sbarramento visto che molti esponenti di Ap hanno abbandonato Micari per sostenere Musumeci. Durissimo Davide Faraone (Pd). Commentando il crollo del Pd ha detto: «Micari ha avuto il coraggio di metterci la faccia dove Grasso non l’ha fatto».

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