Quotidiani locali

Lotito e l'omaggio alla Sinagoga: "Faccio 'sta sceneggiata"

Il presidente della Lazio travolto dalle polemiche dopo la rivelazione di una conversazione prima di partire per Roma.Identificati dalla Digos 16 tifosi per le foto choc con Anna Frank: tre sono minorenni

ROMA. Ne ha collezionate tante di gaffe Claudio Lotito, il numero uno della Lazio, ma il retroscena raccontato da un audio pubblicato da Il Messaggero ha suscitato un’indignazione, non solo nel mondo sportivo. Nel tentativo di rimediare all’offesa fatta dagli ultrà laziali con gli adesivi di Anna Frank vestita con la maglia giallorossa, Lotito il 25 ottobre è andato davanti alla Sinagoga di Roma a deporre una corona, ma evidentemente non era del tutto convinto. La sera prima di salire sull’aereo che lo portava da Milano a Roma, è stato ascoltato da alcuni passeggeri mentre parlando al telefono si lasciava andare ad altre considerazioni. «Il rabbino sta a New York? Er vice-rabbino ci sarà?», chiedeva il patron biancoceleste. E ancora: «Non valgono un ca.... questi. Hai capito come stamo? Famo sta sceneggiata». Poco dopo, la corona deposta meno di 24 ore prima al Tempio Maggiore è stata gettata nel Tevere.«Non ammettiamo gesti ipocriti e spettacolari – ha affermato un giovane della Comunità ebraica romana – proprio sul muro in cui si ricordano i nomi dei morti ad Auschwitz. Lotito ha infangato la memoria, per questo abbiamo deciso di “pulire” questo muro». Dure le parole di Ruth Dureghello, presidente della Comunità ebraica di Roma. «Torniamo a 80 anni fa, leggiamo le cronache dei giornali e non troveremo cose diverse da quelle dei giorni nostri».

"Sai chi è Anna Frank?" I torinesi lo spiegano a Sinisa Mihajllovic “Mihajllovic non sa chi è Anna Frank? I torinesi glielo spiegano (forse)”: così si intitola il video girato da Inspire Communication, un'agenzia di comunicazione torinese, in giro per le strade del centro di Torino. Con una sorpresa: Anna la conoscono quasi tutti, Sinisa un po’ meno…


Continua intanto l’identificazione degli ultrà legati al gruppo degli Irriducibili che il 22 ottobre dopo la partita all’Olimpico, hanno lasciato sulla vetrata della curva sud gli adesivi antisemiti con l’immagine di Anna Frank, morta nel lager di Bergen-Belsen e simbolo della Shoah, vestita con la maglia romanista. Sedici ragazzi ripresi dalla telecamere di sicurezza, hanno già un nome e cognome. Tra loro ci sono tre minorenni, di 16, 15 e 13 anni. La procura di Roma ha aperto un fascicolo per il reato di istigazione all’odio razziale. Un’altra indagine è stata aperta dalla Federcalcio.Sulla vicenda è intervenuto nei giorni scorsi anche il presidente della Repubblica Sergio Mattarella che ha avuto un colloquio direttamente con il ministro dell’Interno, Marco Minniti. Mentre il ministro dello Sport, Luca Lotti ieri ha risposto alle preoccupazioni espresse da Israele, per conto della ministra Miri Regev che si era detta «scioccata» dalle immagini che banalizzavano un simbolo della Shoah.


E a Bologna è andato in scena un altro momento buio prima della partita di campionato Bologna-Lazio. Fuori lo stadio Dall’Ara, dove la curva che ospitava i laziali è intitolata ad Arpad Weisz, l’allenatore ungherese che morì in un campo di concentramento, un centinaio di tifosi biancocelesti hanno intonato il canto fascista “Me ne frego” con le braccia tese. Tutto questo, mentre i calciatori biancocelesti scendevano in campo per il riscaldamento indossando una maglietta con la foto di Anna Frank e la scritta “No all’antisemitismo”. Si riparte da qui

TrovaRistorante

a Venezia Tutti i ristoranti »

Il mio libro

PER GLI SCRITTORI UN'OPPORTUNITA' IN PIU'

La novità: vendi il tuo libro su Amazon