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Referendum in Lombardia e in Veneto, sfida per l'autonomia

Sono chiamati a votare circa 12 milioni di cittadini. Seggi aperti dalle 7 alle 23

MILANO. Oggi 22 ottobre 2017 i cittadini lombardi e veneti sono chiamati a esprimersi sul tema dell'autonomia (con seggi aperti dalle 7 alle 23) nei referendum consultivi per chiedere il trasferimento di maggiori competenze dal governo nazionale alle Regioni Lombardia e Veneto, nel solco di quanto concesso dall'articolo 116 della Costituzione. Una battaglia promossa innanzitutto dai due governatori leghisti, Roberto Maroni e Luca Zaia, con obiettivi, però, sulla carta molto lontani dalle antiche mire secessionistiche del 'partito della Padania' che fu di Umberto Bossi e ancor più dal referendum che si è tenuto in Catalogna domenica scorsa. Per prima cosa, si tratta di referendum consultivi, con i quali si chiede un parere agli elettori, e quindi senza alcun effetto concreto immediato. In secondo luogo, la natura dei quesiti è nel totale rispetto della Costituzione (mentre la Corte costituzionale spagnola ha definito illegale il voto di Barcellona).

Referendum Veneto, Zaia al seggio all'alba: "Il treno passa una volta sola" Il governatore del Veneto, Luca Zaia, ha votato alle 7 di mattina nel seggio di San Vendemiano in provincia di Treviso. "Ho voluto dare il buon esempio - ha scherzato con i giornalisti - noi non abbiamo niente a che vedere con la Catalogna. Vogliamo l'autonomia, cioè più potere, più competenze e il federalismo fiscale, non l'indipendenza. Il treno passa una volta sola". E ha replicato al ministro Martina che intravede nel Referendum in Veneto e Lombardia una possibile deriva catalana. "Martina si legga la Costituzione"di Francesco Gilioli

QUESITI E QUORUM. Contenuto equivalente, i quesiti lombardo e veneto differiscono lievemente nella forma. Più semplice quello veneto: "Vuoi tu che alla Regione Veneto siano attribuite ulteriori forme e condizioni particolari di autonomia?". Più articolato quello elaborato dal Pirellone: "Volete voi che la Regione Lombardia, nel quadro dell'unità nazionale, intraprenda le iniziative istituzionali necessarie per richiedere allo Stato l'attribuzione di ulteriori forme e condizioni particolari di autonomia, con le relative risorse, ai sensi e agli effetti di cui all'articolo 116, terzo comma della Costituzione?". Differenze anche per la questione quorum: nel senso che in Veneto la legge regionale prevede una soglia del 50 per cento più uno per i referendum consultivi mentre in Lombardia non è previsto quorum.

COSA CAMBIA SE VINCONO I SI'. Nel caso di vittoria dei S nell'immediato non cambia nulla. Dal 23 ottobre i due governatori potranno avviare una trattativa con il governo nazionale per negoziare maggiori competenze negli ambiti limitati dall'articolo 117 della Costituzione. La trattativa poteva essere avviata anche senza indire un referendum (come ha fatto, per esempio in Emilia-romagna il governatore dem, Stefano Bonaccini). Ma a questa argomentazione Maroni e Zaia controbattono sostenendo che il mandato popolare li render… pi— forti nel negoziato con Palazzo Chigi.

20 COMPETENZE CONCORRENTI E 3 ESCLUSIVE. In ogni modo la trattativa dovrà avvenire all'interno dei limiti fissati dagli articoli 116 e 117 della Carta. Non è, quindi, in discussione far diventare Lombardia e Veneto Regioni a statuto speciale, come Sicilia, Sardegna, Val d'Aosta, Friuli Venezia Giulia e Trentino Alto Adige (quest'ultima, in realtà, costituita dalle Province autonome di Trento e Bolzano). Per fare ciò, infatti, sarebbe necessaria una modifica costituzionale. Ma le Regioni tratteranno il trasferimento di maggiori competenze dallo Stato e, di conseguenza, più fondi. L'articolo 117 della Costituzione fissa le 20 materie concorrenti e le tre esclusive dello Stato per cui le Regioni possono in parte chiedere più autonomia (queste ultime sono: giustizia e norme processuali, ordinamento civile e penale e giustizia amministrativa; norme generali sull'istruzione; e tutela dell'ambiente, dell'ecosistema e dei beni culturali). Sono, invece, materie di competenza esclusiva dello Stato senza possibilità per le Regioni di ottenere alcunchè, tra le altre, tutte quelle che riguardano il fisco, la difesa e la sicurezza, l'immigrazione, e previdenza sociale. Se la trattativa andrà a buon fine, la legge che ne scaturirà dovrà essere approvata dalla maggioranza assoluta dei parlamentari.

Referendum Veneto, Rubinato (Pd) vota come i leghisti: "La base la pensa come me, vertici si adeguino" Simonetta Rubinato è una deputata veneta del Pd. Il suo bacino elettorale è Roncade, in provincia di Treviso. Si è convintamente recata a votare al Referendum per l'autonomia del Veneto, proposto dal governatore leghista Luca Zaia. "La maggioranza degli elettori del Pd la pensa come me. I dirigenti invece sono subalterni alle gerarchie nazionali". "Io eversiva? Applico solo la Costituzione. Non sto dando una mano a Zaia: rispetto ai voti con i quali ha vinto le elezioni regionali del 2015, per raggiungere il quorum in questo Referendum, servono un milione e duecento mila voti in più. Non sarà la sua vittoria".di Francesco Gilioli

I COSTI E LE MODALITA' DI VOTO. E' stimato che arriverà a costare circa 50 milioni di euro il referendum lombardo. Quattordici milioni il costo della consultazione in Veneto. Al Pirellone hanno accantonato 22 milioni di euro solo per l'acquisto dei tablet: sarà infatti sperimentato in questa occasione, e per la prima volta in Italia, il voto elettronico.

SOSTEGNO TRASVERSALE DEI PARTITI. I referendum sono appoggiati anche da alcuni partiti di opposizione. In Lombardia i sindaci del Pd, capitanati da Giuseppe Sala e Giorgio Gori (probabile sfidante di Maroni alle regionali di primavera), si sono uniti in un comitato a sostegno del S. Fondamentale per l'indizione del referendum è stato poi il contributo dei nove consiglieri del Movimento 5 stelle al Pirellone (che hanno contribuito a cambiare il quesito). Sostegno anche da parte di Forza Italia e Fratelli d'Italia (almeno a livello locale, mentre la leader Giorgia Meloni ha fatto sapere che, se fosse residente in Lombardia e Veneto, non andrebbe a votare il 22 ottobre). Mentre il Pd regionale ha lasciato libertà di voto.

I PRECEDENTI. Nel 2007 la Regione Lombardia di Roberto Formigoni apr un tavolo col governo per ottenere maggiore autonomia su 12 materie: la caduta dell'esecutivo Prodi fece morire sul nascere il negoziato che non fu portato avanti dal successivo esecutivo di centrodestra. Ventiquattromila tablet, che rimarranno a disposizione delle scuole lombarde, per il debutto del voto elettronico in Italia in occasione del referendum lombardo per l'autonomia. Costo complessivo dell'operazione (che comprende fornitura, consegna, assistenza e ricondizionamento) 22 milioni di euro. A Palazzo Lombardia si sono preparati da mesi per quella che definiscono "l'elezione più importante e grande mai gestita non direttamente dallo Stato".

IL VOTO. I seggi sono aperti dalle 7 alle 23. Si vota nel proprio seggio, ovvero quello segnato sulla tessera elettorale e dove abitualmente ci si reca in occasione delle altre elezioni (politiche o amministrative). La tessera elettorale non serve, per votare è sufficiente presentarsi con la carta d'identità (in ogni modo per chi fosse sprovvisto della tessera e volesse consultarla per verificare il seggio, potrà richiederla negli uffici elettorali comunali, che saranno aperti anche oggi). Al posto della matita e della scheda elettorale, nella cabina ci sono le 'voting machine' (da due a quattro in base al numero degli elettori del seggio).

Tablet non funzionanti e tecnici irreperibili: tutti i problemi del voto elettronico in Lombardia In Lombardia si vota per il referendum sull'autonomia regionale e per la prima volta lo si fa non sulla classica scheda ma su un tablet, in maniera elettronica. Un esperimento che, nonostante la presenza ai seggi del personale addetto all'assistenza digitale, ha creato qualche problema: tra apparecchi non funzionanti, tecnici irreperibili, richieste di sostituzioni e tentativi amatoriali di risolvere i problemidi Antonio Nasso

"Le machine hanno l'aspetto di un tablet ma sono un po' più spesse, perchè hanno la stampante incorporata", ha spiegato l'assessore lombardo Gianni Fava, incaricato dal governatore Roberto Maroni di coordinare l'attività della giunta in vista della consultazione. "Sullo schermo dei tablet è presente il testo del quesito, ovvero - ha ricordato - 'Volete voi che la Lombardia, in considerazione della sua specialita', nel quadro dell'unità nazionale, intraprenda le iniziative istituzionali necessarie a richiedere allo Stato l'attribuzione di ulteriori forme e condizioni particolari di autonomia, con le relative risorse, ai sensi e per gli effetti di cui all'articolo 116, terzo comma, della Costituzione e con riferimento a ogni materia legislativa per cui tale procedimento sia ammesso in base all'articolo richiamato?'".

"E l'elettore - ha proseguito Fava - può scegliere tra le tre opzioni: Sì, No o Scheda bianca, toccando col dito lo schermo come si fa abitualmente allo sportello bancomat. Dopodichè, il computer chiede di confermare il voto: la scelta può essere confermata o cambiata una sola volta, il secondo voto sarà quello definitivo", ha spiegato. "Entro cinque secondi poi appare un messaggio per segnalare che la votazione è conclusa, seguito da un 'beep' sonoro che avvisa il presidente".

LO SPOGLIO. Alle 23, il presidente del seggio dichiarerà chiuse le operazioni di voto. Il risultato sarà noto subito dopo: con un click sarà, infatti, possibile avere su un'unica stampata l'esito del voto in quel determinato seggio. Dopo la stampa, il presidente preleverà la chiavetta interna usb collegata al tablet e la consegnerà materialmente all'ufficio elettorale del Comune. Il responsabile elettorale comunale scaricherà i dati contenuti nella chiavetta in un sistema collegato direttamente con Lombardia informatica. Sarà la controllata della Regione a rendere pubblici i dati, con aggiornamenti in tempo reale aggiornati sul sito (come fa il Viminale in occasione delle elezioni politiche e amministrative). "Queste procedure richiederanno almeno un'ora e mezza-due ore. Riteniamo che, entro due ore, si potrà avere il dato definitivo", ha stimato Fava.

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