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CALCIO: IL COMMENTO 

Vergogna Italia ma il domandone è: al Mondiale, nel caso, cosa ci andiamo a fare?

Sì, bisogna farsi domande così perché il tempo delle illusioni può considerarsi concluso dopo il modesto pareggino contro la Macedonia. Due Mondiali chiusi da ultimi degli ultimi e prove sempre più incolori ma il festival della riflessione non è mai cominciato

Il domandone dei domandoni bisognerà pur cominciare a farselo, prima ancora di sapere se questa Nazionale riuscirà ad andare al Mondiale 2018: «Sì, va bene, ci restano i play-off ma, nel caso, in Russia cosa ci andiamo a fare?».

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Sì, bisogna farsi domande così perché il tempo delle illusioni può considerarsi concluso dopo il modesto pareggino contro la Macedonia. All’andata avevamo vinto a tempo scaduto, ieri non ci siamo riusciti. Eppure dall’altra parte c’era una squadra che ha schierato un giocatore di Serie A (lo stagionato Pandev), uno della Liga, uno della A portoghese, poi tre di B (Italia, Spagna e Inghilterra), uno del torneo sudcoreano e quattro mai usciti dalla Macedonia. Guidati da un ct che da giocatore girovagava sui campi sloveni.

E questo non è che l’ennesimo segnale che già da solo dovrebbe costringerci a organizzare quel Festival della riflessione che colpevolmente viene rimandato da troppo tempo. Non accadeva dal 1997 di dover conquistare il Mondiale all’ultimo respiro, quando ci giocammo Francia 1998 contro la Russia, ma allora avevamo grandi qualità da mettere in campo. Ora invece c’è da tremare: l’ultima volta che siamo stati estromessi era il 1957 e a buttarci fuori fu quell’Irlanda del Nord che potremmo incrociare di nuovo ai prossimi play-off.

Il momento del nostro calcio purtroppo è questo. Siamo stati ultimi fra gli ultimi ai Mondiali 2010 e 2014 e siamo a rischio sorteggio sfigato (terza fascia) per il prossimo, se ci andremo. Le ragioni di tutto ciò non stanno solo nella scarsa qualità dell’uva con la quale dover pretendere di fare buon vino (cit. Giovanni Trapattoni) ma anche nel “come” quest’uva viene trattata. Dopo il quasi trionfale Europeo del 2012, l’allora ct Cesare Prandelli parlò più volte del capolavoro-semifinale con la Germania: «Siamo stati i più bravi ma non siamo i migliori. Abbiamo dalla nostra inventiva e capacità di emergere nelle difficoltà. Non potrà essere sempre così».

Parole profetiche. Ma abbiamo perso tempo perché da allora se qualcosa è cambiato, è stato in peggio.

twitter: @s_tamburini

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