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Catalogna. Ha votato il 42%, il 90% dice sì all'indipendenza dalla Spagna

Ai seggi tra scontri e violenze. I feriti sarebbero 800. Sarebbero andati a votare il 55% senza le repressioni, secondo il governo catalano. Rajoy: «Il voto è stato una messinscena». Madrid «ha scritto una pagina vergognosa», dice Puigdemont

Voto Catalogna, presi a calci e trascinati via: la violenza della polizia contro i votanti Le immagini documentano la violenza della polizia inviata da Madrid per impedire il referendum per l'indipendenza della Catalogna mentre cerca di bloccare con la forza i votanti nei seggivideo Facebook Iban Grau Garzon e Thomas Vetrugno

Con un'affluenza del 42%, ha ottenuto circa il 90% dei sì il referendum tenuto il primo ottobre in Catalogna per l'indipendenza dalla Spagna. La giornata è stata segnata da scontri, violenze e dall'intervento della polizia nazionale per impedire lo svolgimento della consultazione, sgomberare i seggi e sequestrare le urne. I feriti, secondo il governo catalano, sarebbero 800. La partecipazione avrebbe potuto raggiungere «almeno il 55%» senza l'intervento nei seggi della polizia, ha detto il portavoce del 'Govern' Jordi Turull. Il vicepresidente catalano Oriol Junqueras ha detto che spetterà al parlamento di Barcellona la settimana prossima prendere la decisione di dichiarare l'indipendenza, in base alla legge sul referendum. Una decisione potrebbe essere presa al riguardo a partire da mercoledì, ipotizza la stampa catalana.

Voto Catalogna, Rajoy: "Solo una messinscena contro la legalità" "Oggi non c'è stato alcun referendum di autodeterminazione in Catalogna. Tutti gli spagnoli hanno constatato che lo Stato di diritto resta in vigore e mantiene la sua forza e reagisce a fronte di chi vuole sovvertirlo. E' stata una messinscena contro la convivenza democratica e la legalità". Così il premier spagnolo Mariano Rajoy sul referendum non autorizzato per l'indipendenza della Catalogna.

Un'ondata di violenza a senso unico ha attraversato la Catalogna, nel giorno che doveva essere nelle intenzioni del governo di Barcellona quello di una «gioiosa» celebrazione elettorale. È stata invece una giornata da incubo, con centinaia di feriti. La polizia spagnola è intervenuta con la forza in centinaia di seggi elettorali per impedire lo svolgimento del referendum di indipendenza catalano. Ma la mossa di Madrid non ha fermato il voto.

Voto Catalogna, applausi e abbracci per la polizia locale In uno dei tanti seggi allestiti per il referendum i Mossos d'Esquadra, la polizia catalana, hanno formato un cordone per permettere alle persone di andare a votare in sicurezza. Tanti gli applausi e i ringraziamenti da parte dei cittadini Video da Twitter @Trickstersworld

La sera del primo ottobre in una dichiarazione solenne, circondato da tutti i suoi ministri in abito scuro, il presidente Carles Puigdemont ha annunciato che «i cittadini catalani si sono guadagnati il diritto ad uno Stato indipendente». Nei prossimi giorni, ha detto, trasmetterà i risultati al Parlamento catalano che, nel giro di 48 ore, potrebbe proclamare l'indipendenza secondo la Legge sul Referendum approvata in agosto e sospesa dalla Corte costituzionale spagnola. Il 'president' ha poi lanciato un appello all'Europa perché cessi di ignorare la crisi catalana e «le violazioni dei diritti umani» di cui si è resa responsabile la Spagna.

Voto Catalogna, la testimonianza: "Poliziotti mi hanno rotto le dita e mi hanno toccato il seno" Il giornale catalano "La Vanguardia" ha raccolto la testimonianza di Marta Torrecillas, portata via di peso dalla Policia Nacional e dalla Guardia Civil mentre si trovava al seggio dell'Institut Pau Claris nel barrio del Eixample, a Barcellona. "Stavo difendendo le persone anziane - ha raccontato - perché hanno colpito i bambini e gli anziani. Mi hanno tirato per le scale, mi hanno dato calci, mi hanno toccato il seno mentre ridevano, mi hanno colpito, mi hanno rotto le dita delle mano una ad una"
Video La Vanguardia

Malgrado la polizia spagnola abbia sequestrato molte urne e tagliato i collegamenti internet, la maggior parte degli oltre 6mila seggi dove erano chiamati al voto 5,3 milioni di catalani ha aperto comunque. E migliaia di persone hanno fatto la coda tutto il giorno davanti ai seggi, tanto che il 'govern' prevede «milioni di voti». Le cariche degli agenti anti-sommossa, che hanno usato contro civili riuniti pacificamente a difesa dei seggi manganelli, pallottole di gomma e lacrimogeni, hanno provocato oltre 844 feriti. Alcuni, secondo il governo catalano, gravi.

Voto Catalogna, la polizia nella scuola prende a calci le persone che vogliono votare Nelle immagini la polizia spagnola in tenuta antisommossa mentre sgombera con la forza le persone che attendono di votare all'interno dell'Escola Ramon Llull a Barcellona. Alcune persone vengono lanciate dalle scale e prese a calci dagli agenti

Le immagini della violenza degli agenti spagnoli, dei volti insanguinati dei civili, di anziani colpiti dai manganelli, hanno fatto il giro del mondo provocando incredulità e condanne. La violenza della reazione spagnola ha sorpreso perfino i dirigenti catalani, impegnati da mesi in un durissimo braccio di ferro con Madrid. «È una vergogna che accompagnerà per sempre l'immagine dello Stato spagnolo», ha tuonato Puigdemont. «Dai tempi del franchismo non si vedeva una tale violenza di stato», ha accusato il portavoce del governo Jordi Turull, minacciando di portare Madrid «davanti ai tribunali internazionali». «Oggi la Spagna ha perso la Catalogna», ha sentenziato l'ex presidente Artur Mas. Madrid ha definito invece «esemplare» l'operato della polizia: «Hanno agito in forma professionale e proporzionale», ha detto la vicepremier Soraya de Santamaria.

Voto Catalogna, il bambino in lacrime fuori dal Camp Nou: "Volevo vedere Messi" A causa dei disordini che stanno scuotendo la Catalogna, nel giorno del referendum per l'indipenza il match in programma tra Barcelona e Las Palmas al Camp Nou è stato disputato a porte chiuse. Una decisione dettata da motivi di ordine pubblico che ha però deluso alcuni tifosi. Tra questi anche un bambino tedesco arrivato da Berlino per vedere l'idolo Lionel Messi in azione e che non ha saputo trattenere il dispiacere

«Non c'è stato alcun referendum», ha seccamente negato in serata in diretta tv il premier Mariano Rajoy, «la maggioranza dei catalani non ha partecipato» e quella che si è consumata oggi è stata «una sceneggiata».

La giornata era iniziata in una calma relativa. Migliaia di cittadini avevano passato la notte nei seggi per evitare fossero chiusi dalla polizia. La polizia catalana dei Mossos d'Esquadra è passata nei seggi, ha steso verbali ma non ha cercato di chiuderli con la forza, come ordinava la procura spagnola. Alle 9 sono entrati in azione i 10mila agenti spagnoli inviati in Catalogna nelle ultime settimane, in tenuta anti-sommossa. Uno dei primi seggi presi d'assalto è stato quello di San Julia de Rumi, a Girona, dove doveva votare Puigdemont. Decine di agenti della Guardia Civil hanno attaccato il seggio come se fosse un fortino nemico, hanno sfondato la porta e sono piombati all'interno in cerca delle urne. La stessa scena si è ripetuta in 319 altri seggi. La popolazione ha reagito pacificamente con forme di resistenza passiva. A Barcellona ci sono state numerose cariche, la polizia spagnola ha usato contro la folla anche proiettili di gomma. I villaggi della Catalogna profonda non sono stati risparmiati. Ad Aguaviva, vicino a Girona, hanno caricato a manganellate decine di persone sedute per terra per difendere il seggio, fra cui molti anziani, usando anche i lacrimogeni.

Voto Catalogna, la polizia spagnola carica i pompieri schierati al fianco dei manifestanti Agenti antisommossa spagnoli hanno caricato un gruppo di vigili del fuoco catalani, in divisa e con il casco impegnati a presidiare un seggio per il referendum catalano. Nel video, diffuso sui social network, si vedono gli agenti che allontanano i pompieri colpendoli con i manganelli sulle gambe e con calci.I vigili del fuoco hanno sfilato in giornata assieme ai votanti creando un cordone per proteggerli dalla polizia

A Barcellona le immagini diffuse da Tv3 hanno mostrato scene di grande violenza, una donna buttata nelle scale, un'anziana con il volto coperto di sangue. «La cosa che più mi ha fatto male è stato lo sguardo di odio di quei poliziotti», ha raccontato una donna. Un uomo è stato operato dopo essere stato colpito all'occhio da un proiettile di gomma. Un altro è grave a Lleida dopo che un assalto della polizia gli ha provocato un infarto. Ci sono stati anche momenti di grande tensione fra agenti spagnoli e i Mossos catalani, che hanno cercato di fare da scudo alla popolazione. La Guardia Civil ha anche manganellato diversi pompieri catalani che si erano schierati a difesa di un seggio. Da domani qualcuno dovrebbe tentare di avviare un dialogo politico fra Madrid e Barcellona. Ma dopo la giornata di oggi, non sarà facile. E già martedì è stato convocato in Catalogna uno sciopero generale per denunciare «la repressione» spagnola.

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