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Scuola. Cittadinanzattiva, un edificio su quattro senza manutenzione

Solo in poco più di un quarto delle scuole (27%) è stata realizzata la verifica di vulnerabilità sismica, obbligatoria dal 2013. Indietro soprattutto sono Lazio, Campania e Calabria. E poi, aule in cattive condizioni, palestre assenti in più di una scuola su quattro, un bagno su due senza carta igienica. Il punto sulla sicurezza, qualità ed accessibilità

A cura di Cinzia Lucchelli

Solo il 3% delle scuole italiane è in ottimo stato. Una su quattro ha una manutenzione inadeguata e distacchi di intonaco, muffe e infiltrazioni sono lì a dimostrarlo. È il ritratto molto poco confortante che emerge dal XV Rapporto sulla sicurezza delle scuole di Cittadinanzattiva . Si basa sui dati di un monitoraggio condotto su 75 edifici di 10 Regioni (Valle d’Aosta 6, Piemonte 1, Veneto 2, Lazio 2, Abruzzo 8, Campania 23, Basilicata 4, Calabria 11, Sicilia 11, Sardegna 7) e sui dati ricavati tramite l’istanza di accesso civico fatta in 2821 Comuni e Province, relativi a 4401 edifici scolastici di 18 Regioni.

 

Ecco il punto sulla sicurezza, qualità ed accessibilità delle scuole italiane.
 

Lo stato delle scuole

Una scuola su quattro (23%) ha una manutenzione inadeguata e solo il 3% è in ottimo stato. Circa un quarto di aule, bagni, palestre e corridoi presenta distacchi di intonaco, mentre segni di fatiscenza, come muffe e infiltrazioni, si riscontrano nel 37% delle palestre, nel 30% delle aule, nel 28% dei corridoi, nel 24% dei bagni.

Chiedere interventi manutentivi non è sempre garanzia di ottenerli. L'87% dei dirigenti o dei responsabili del servizio di protezione e prevenzione lo ha fatto, ma in un caso su cinque non sono stati effettuati. Oppure sono stati portati a termine con qualche ritardo (43%). Una scuola su quattro ha chiesto interventi strutturali, mai effettuati (74%) o effettuati con ritardo (21%).


Il 53% delle scuole è dotato di distributori automatici di bevande e Il 44% presenta anche distributori automatici di snack: merendine (81%), biscotti farciti (87%), barrette di cioccolata (87%), crackers (93%), patatine (90%), popcorn (24%). In nessuna scuola è stata rilevata la presenza di distributori con prodotti naturali, freschi e biologici.
 

I fatti di cronaca raccontano cosa succede in un contesto di questo genere: lo scorso anno sono stati segnalati 44 episodi di crolli nelle scuole in cui sono rimasti ferite sei persone, tra studenti e personale (156 episodi e 24 feriti negli ultimi 4 anni).

 

Per quanto riguarda le aule, un terzo circa ha segni di fatiscenza (30%), arredi non a norma (36%) ed è senza tapparelle o persiane (36%); una su quattro ha distacchi di intonaco (26%) e spigoli non protetti (25%). Nel 28% degli edifici manca la palestra. Il 44% delle mense non ha porte antipanico e il 37% ha impianti elettrici obsoleti. Quasi la metà dei bagni (47%) è priva di carta igienica, ma sono assenti anche sapone (64%) e asciugamani (77%). Una scuola su cinque (19%) non ha bagni per disabili e non ha scale di sicurezza (18%). Altrettanto assenti le porte anti panico.

 

 

Sicurezza sismica


Oltre la metà delle scuole italiane si trova in zona sismica. Solo in poco più di un quarto (27%) è stata realizzata la verifica di vulnerabilità sismica. Umbria (59%), Abruzzo (51%), Molise (50%) e Liguria (49%) sono le Regioni più virtuose; le meno sono Sicilia (0), Campania (4%), Calabria ed Emilia Romagna (8%), Puglia (11%). Comuni e Province sono in ritardo, visto che questa verifica è stata resa obbligatoria con una ordinanza del 2003 e più volte prorogata fino al 31 marzo 2013. Si tratta di una procedura lunga e costosa. Il governo ha previsto un finanziamento di 100 milioni di euro sufficienti a coprire, secondo Cittadinanzattiva, circa 3.300 edifici scolastici di medie dimensioni.


Sono pochi gli edifici su cui sono stati effettuati interventi di miglioramento e adeguamento sismico: la media nazionale è rispettivamente del 12% e del 7%. Rimangono indietro soprattutto il Lazio (3%) e la Campania (6% di scuole migliorate sismicamente e 4% adeguate).

 

 

Sicurezza strutturale

Solo il 26% degli edifici censiti (3.362 sono quelli che hanno risposto alla domanda) è in possesso della certificazione di agibilità. Va però tenuto in conto che gli edifici costruiti prima del 1971 non avevano l’obbligo di dotarsene.

 


Per quanto riguarda il collaudo statico (3.362 edifici hanno risposto alla domanda) il 45% ne è in possesso, il 18% ne è privo; nel 37% non è stata fornita la risposta. Preoccupa la situazione del Lazio (fra le scuole censite solo l’8% ha l’agibilità e il 14% il collaudo statico); della Campania (11% con agibilità e 17% con collaudo) e Calabria (13% e 21%). Più virtuose il Piemonte (54% e 83%), il Friuli Venezia Giulia (52% e 65%) e la Liguria (50% e 43%).

 

Sempre a proposito di sicurezza, gli impianti elettrici in Italia sono completamente a norma in meno di un’aula su quattro. La percentuale scende al 15% nelle palestre e al 9% nelle mense. Nel 18% delle scuole a più piani non sono presenti scale di sicurezza. Mancano, inoltre, le uscite di sicurezza sui corridoi nel 19% degli istituti. Altrettanto assenti le porte antipanico, non obbligatorie ma preziose soprattutto per gli ambienti comuni. Mancano nell’82% dei bagni, nel 73% delle aule, nel 66% delle biblioteche, nel 44% delle mense e nel 27% delle palestre. Solo una scuola su tre presenta vetrate conformi a quanto prevede la legge.

Per quanto riguarda la prevenzione e la segnaletica il Rapporto evidenzia che ci sono ancora cancelli aperti in una scuola su due e che i cartelli per il divieto di fumo sono assenti in una su dieci. Più positivi, invece, i dati sul sistema di vigilanza all’ingresso: c’è nel 71% delle scuole ed è svolto per lo più da personale scolastico (81%). Sono in aumento anche i sistemi di videosorveglianza (in quasi una scuola su tre). Le uscite di emergenza sono segnalate correttamente nel 90% degli edifici, anche se nell’8% sono state trovate chiuse o ingombre di materiali; il Piano di emergenza è presente nel 97% (i dati Miur parlano del 71%), il Documento di valutazione dei rischi nel 91% (in linea con il 90% indicato dai dati Miur).


 

Bullismo

 

 

Durante lo scorso anno scolastico, il 19% degli istituti ha registrato episodi di bullismo.
 

Vandalismo

Aumentano nell'anno scolastico 2016-2017 gli atti di vandalismo nelle scuole, per lo più a opera di soggetti esterni: a subirli è stato il 28% degli istituti (nel 2015-16 si attestava al 27%). E bisogna tener conto - viene sottolineato nel Rapporto - che ad essere censiti sono solo gli episodi noti al responsabile prevenzione e protezione, o al dirigente, e probabilmente non sono considerati gli altri casi ritenuti di minore gravità.

 

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