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Scuola. Libri, zaini e quaderni: 200 euro a bambino

Il “Rapporto Coop” ha stimato il peso economico a carico delle famiglie: i costi salgono dalle medie

ROMA. Ma quanto costa mandare a scuola un figlio in Italia? Il “Rapporto Coop 2017” ha fatto un po’ di conti per stimare il peso economico a carico delle famiglie lungo l’intero ciclo di formazione. Nel novero rientrano i libri ma anche altro materiale didattico, richiesto dalla scuola, e i trasporti.

L’inizio è soft con le elementari quando nell’elenco della spesa vanno messi solo zaino, astuccio e quaderni. I libri sono gratuiti tutti e cinque gli anni, attraverso la consegna delle cedole librarie. Per la dotazione di base si stima una cifra di 200 euro l’anno. A questo va aggiunto il costo per il servizio mensa, legato al reddito della famiglia, ed eventualmente quello per trasporti o servizi di pre o post scuola. Da mettere in conto durante l’anno altre spese per materiale didattico aggiuntivo, gite scolastiche, eventuali saggi. In genere il rappresentante di classe raccoglie un fondo classe per queste esigenze. Si arriva, in alcune classi elementari di Roma, a chiedere 150 euro l’anno per bambino.

Con il passaggio alla scuola media e ancora di più alle superiori l’esborso più elevato diventa quello per i libri di testo: costano circa 300 euro l’anno. Non è detto che la spesa maggiore sia concentrata nel primo anno di ciclo di studi per poi scendere progressivamente. In una media del centro di Roma ad esempio per comprare tutti i libri del primo anno si spendono 250 euro, per il secondo 100, per il terzo e ultimo 136. Se la scuola è statale l’iscrizione è gratuita, ma c’è una tassa per le classi quarta e quinta superiore che comprende tributo di iscrizione, di frequenza, di esame, diploma. In tutto circa 50 euro. Servono i libri ma a scuola bisogna anche arrivarci, soprattutto nei casi delle superiori che non sempre si trovano vicino a casa. Il costo dell’abbonamento del trasporto pubblico per gli studenti è in Italia di circa 200 euro. A Roma ad esempio una tessera annuale dell’Atac costa un massimo di 250 euro (la cifra è legata al reddito della famiglia). E poi serve altro materiale didattico, come vocabolari per i licei e attrezzatura tecnica per gli indirizzi professionali, per una spesa ulteriore di altri 500 euro. Il “Rapporto Coop” si spinge oltre
nell’analisi arrivando a stimare i costi di un’università pubblica, anche se legati a molte variabili: si va da 12mila a oltre 50mila euro. A cui si aggiunge la formazione post doc. Il totale per far studiare un figlio in Italia? 100-120 mila euro. (c.l.)

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