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G20 Amburgo, emergenze schiaccianti: è ora delle risposte

Il G20 di Amburgo si svolge in un clima internazionale complesso e delicato: la questione dei migranti, la tensione con la Turchia, la spaventosa ombra dell’Is e un Medioriente sempre in bilico, rendono il meeting particolarmente caldo. Nelle ultime ore il vertice dei ministri dell’Interno della Ue a Tallinn, in Estonia, ha segnato sul tema dei migranti risultati altalenanti.

L’Europa è divisa, la posizione dell’Italia minoritaria. Su sicurezza e immigrazione vanno registrate poche concessioni, la disponibilità di risorse economiche aggiuntive all’Italia per facilitare l’accoglienza è deficitaria. «Sempre e solo nei nostri porti» attraccano le navi delle Ong, quelle della marina che recuperano, e salvano, i migranti in mare oltre che i barconi degli scafisti, era questo il concetto che con forza e fermezza il ministro Minniti ha provato a far capire ai colleghi. Persino il Lussemburgo, che non è bagnato dal mare, ha dichiarato che l’apertura dei porti è un progetto difficile da realizzare.

Sulla decisione finale pesa il veto “egemonico” della Germania. Resta la grande delusione per l’ennesima occasione persa dall’Europa. L’Unione europea è preda di egoismi, sempre più condizionata da nazionalismi beceri e ottusi, dove gli Stati continuano a guardare al proprio interesse, senza un senso di appartenenza comune, lontani da un piano di cooperazione integrato e privi di un’azione condivisa per risolvere le tante difficoltà della nostra epoca.

G20 Amburgo, idranti contro la folla e fumogeni sulle forze dell'ordine Minuti di tensione ad Amburgo dove la manifestazione indetta dagli anti G20 e chiamata "Welcome to hell" è degenerata in scontri e cariche dopo il lancio da parte dei manifestanti di bottiglie e fumogeni contro le forze dell'ordine


Un’Europa che sembra aver dismesso i principi di solidarietà, inclusione e diritti umani che portarono alla sua nascita. In questo contesto, poco edificante, al G20 di Amburgo finiscono sul tavolo delle trattative ambiente e clima, in un’aria assai preoccupante. Con lo spauracchio che in questo caso, ancora una volta, sia l’uomo dal ciuffo biondo e dal sorriso sornione a gestire la partita e il gioco. Trump arriva con l’intento dichiarato di far saltare il tavolo. Uno spauracchio che per certi versi fa meno paura del passato perché la posizione della Casa Bianca dovrebbe essere isolata, ma che tuttavia non permette di abbassare la guardia.

Dopotutto, il Tycoon populista non perde lo spirito combattivo, come testimonia il recente video dove lui stesso, nelle vesti di lottatore di wrestling, ridicolizza un giornalista della Cnn. Avere ragione della testardaggine di Trump è il primo obiettivo di un G20 che vede in Angela Merkel la protagonista più agguerrita nella guerra contro la Casa Bianca, fiera oppositrice della visione trumpiana.

La Merkel ha messo in atto una vera e propria trappola al successore di Obama, dalla sua parte ha portato una larga fetta dell’opinione pubblica americana e le grandi multinazionali (incluse potenti lobby), “furbescamente” ha creato alleanze internazionali in chiave offensiva, prime fra tutte l’asse con la Cina di Xi Jinping, potenza commerciale sempre più crescente e, purtroppo, Paese dall’elevato, e preoccupante, tasso d’inquinamento. Al G20 clima e ambiente tornano al centro del dibattito, non potrebbe non essere così per una priorità dell’agenda mondiale ineludibile e non procrastinabile.

Amburgo, migliaia in piazza contro il G20: cariche contro i manifestanti Le forze dell'ordine tedesche hanno usato idranti e gas lacrimogeni per disperdere i manifestanti anti G20 dopo lanci di bottiglie e altri oggetti contro gli agenti. Circa 12mila persone hanno preso parte alla protesta "Benvenuti all'inferno", organizzata ad Amburgo contro il meeting dei leader internazionali


La salvaguardia degli strumenti multilaterali per la “cura” dell’ambiente dettata dai trattati di Parigi (Cop21) è un fondamento universale, riguarda tutto il Mondo e per questo Europa, Cina e i paesi emergenti devono agire insieme, cercando di far ragionare gli Usa nel non abbandonarli o indebolirli. Anche perché le conseguenze dei cambiamenti climatici sono trasversali. L’ultimo allarme lo ha lanciato la Fao pochi giorni fa a Roma: il 60% delle persone che soffrono di carestie vivono in Paesi colpiti ciclicamente dai dannosi effetti del cambiamento climatico, 19 nazioni sono in stato di crisi prolungata, endemica. Il Mondo, insomma, è in emergenza. Dopo il G7 di Taormina, a tentare di dare alcune risposte toccherà ad Amburgo. L’obiettivo della signora Merkel, vera protagonista dell’Europa, è isolare Trump per tenersi stretta l’America.

@degirolamoa

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